Dopo lo straordinario successo ottenuto con School’s Out e Killer pubblicati dalla Audio Fidelity su CD Gold nel 2009, l’etichetta americana porta a termine la rimasterizzazione della trilogia di Alice Cooper con Love It to Death, l’album con cui esordì con le major nel 1971. A distanza di quasi quarant’anni, i fan più sfegatati di Alice Cooper continuano a discutere accanitamente su quale sia il disco migliore. Coinvolgente dall’inizio alla fine (nonostante qualche pausa, del resto più che comprensibile), questo album segnò il definitivo passaggio di questa band al mainstream, grazie a brani passati alla storia come “Ballad of Dwight Fry”, “Is It My Body” e “I’m Eighteen”, uno dei brani più emblematici di Alice Cooper e tra le più famose canzoni scritte per celebrare il passaggio alla maggiore età. In questi brani si può notare di tutto: blues, jazz e addirittura l’eco di qualche melodia tratta dai musical di Broadway. In definitiva, si tratta di un rock’n’roll a denominazione di origine controllata, nel quale il gruppo di Alice Cooper si identificò in maniera totale. Punk? Glam? Shock-Rock? Horror-Rock? Heavy Metal? Tutto ha avuto inizio da questo album. |