È triste ma vero: il lavoro degli arrangiatori che si occupano di jazz è tanto necessario – soprattutto nel caso di band di grandi dimensioni – quanto ingrato, per via della necessità di trovare un equilibrio ragionevole tra l’esatta notazione del compositore e la legittima aspirazione degli interpreti di esibirsi in improvvisazioni libere e fantasiose. Per questo motivo il lavoro degli arrangiatori passa spesso inosservato agli occhi degli appassionati, viene quasi sempre criticato dai musicisti ed è remunerato pochissimo – se non nulla – dai responsabili delle case discografiche. Questa situazione costituisce un motivo in più per apprezzare gli eccellenti arrangiamenti per diversi organici strumentali realizzati da Gil Evans nel corso di tutta la sua carriera. Guitar Forms, con Kenny Burrell nel ruolo di solista principale, è un album che sembra fatto apposta per gli amanti delle melodie soft, delle composizioni cesellate fin nei minimi dettagli, per gli appassionati della chitarra e per gli aficionados del Latin Jazz. Per rendersene conto è sufficiente ascoltare il modo geniale con cui la batteria e il registro grave della tromba dialogano in un brano come “Lotus Land”, il coinvolgente swing che pervade questo album dall’inizio alla fine e il suggestivo colore spagnolo. Per iniziare ad ascoltare questo disco vi consigliamo di partire da questo brano oppure da “Greensleeves”. Per quanto riguarda i musicisti che presero parte alla realizzazione di questo disco, non si può che rimanere meravigliati. Sebbene Steve Lacy, Lee Konitz, Richie Kamuca e Jimmy Knepper non si siano esibiti da solisti di fronte ai microfoni, i loro tre strumenti si fondono insieme, creando un meraviglioso panneggio sonoro. Solo a Kenny Burrell viene concesso l’onore di mettere in evidenza le sue grandi doti solistiche, che possiamo apprezzare in tre brani in cui è accompagnato da una formazione di piccole dimensioni. Quando venne pubblicato nel 1965, questo disco non ottenne i grandi risultati di vendite che gli erano stati pronosticati, con ogni probabilità perché gli appassionati di jazz avevano cominciato a orientarsi verso il free jazz. Nonostante questo parziale insuccesso, Guitar Forms merita senza dubbio di essere collocato sullo stesso piano dei ben più famosi album che videro Gil Evans al fianco del grandissimo Miles Davis.
Kenny Burrell, chitarra
Gil Evans, arrangiamento e direttore
Lee Konitz, sax contralto
Steve Lacy, sax soprano
Bob Tricarico, sax tenore, sax baritono e flicorno
Johnny Coles, tromba
Louis Mucci, tromba
Jimmy Cleveland, trombone
Jimmy Kneeper, trombone
Andy Fitzgerald, flicorno
Roy Beckenstein, flicorno, clarinetto basso
George Marge, flicorno
Richie Kamuca, sax tenore e oboe
Ray Alonge
Julius Watkins
John Barber, tuba
Roger Kellaway, pianoforte
Ron Carter, contrabbasso
Joe Benjamin, contrabbasso
Elvin Jones, batteria
Grady Tate, batteria
Charlie Persip, batteria
Willie Rodriguez, conga
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