Non importa quale fase della carriera di Rod Stewart preferiate, quasi tutti i suoi fan sono concordi nell’assegnare la palma della vittoria ai suoi primi dischi, per intenderci quelli usciti all’inizio degli anni Settanta. Una conferma ci viene da Gasoline Alley, uno splendido album pubblicato nel 1970 che spianò la strada a tutti i dischi folk-rock apparsi negli anni successivi, grazie al suo evocativo stile vocale, alla sua presentazione assai poco roboante e – soprattutto – alla incredibile performance di Stewart. Ancora molto legato al suo esordio, Stewart dimostrò tutta la sua personalità in Gasoline Alley, un album per la maggior parte unplugged, nel quale il cantante si accompagna con un mix di chitarre acustiche, mandolino, violino, pianoforte e percussioni, dando vita a un rock dai tratti molto grintosi. Questo approccio ci offre la possibilità di ascoltare brani ruvidi, emozionanti, spavaldi e del tutto sinceri, che si collocano a metà strada tra il country, il rockabilly, il blues e il folk, dando comunque vita a uno stile estremamente originale. E questa non è che una delle ragioni che rendono Gasoline Alley in disco da non farsi sfuggire per nessuna ragione.
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