TOM WAITS & C.GAYLE: One from the Heart

Esecutore: Tom Waits & Crystal Gayle

Autore: Tom Waits & C.gayle

Numero dischi: 1

Barcode: 0821797144810

LP
Pop/Rock
2016
MFSL1-448
2016-10-01
44,00 €
Tasse incluse
Quantità
  • done Spedizione gratuita per ordini superiori a 70 €
  • done Dischi al sicuro grazie ai nostri imballaggi
  • done Spedizione in 1 giorno lavorativo

UN CAPOLAVORO

 

Le musiche di questo disco sono la colonna sonora originale di uno dei più sfortunati film del maestro americano Francis Ford Coppola, che usci nel 1982 anche in Italia con il titolo “Un Sogno lungo Un Giorno”.

Non sono scritte da uno qualsiasi: Tom Waits non lo era allora come non lo è affatto oggi.Non lo è soprattutto come interprete: la sua voce  roca e profonda offre un’ impronta determinante alle molte delle arie swing e blues presenti nel disco, donando loro spessore artistico e originali connotati sonori.

L’atmosfera che la testina estrae dai solchi del disco è ambrata, calda, umida, a tratti melanconica, come se la sfavillante Las Vegas,  città dove si svolgono gli eventi del film, fosse ai tropici invece di stare nel bel mezzo di un  deserto arido.

Per dirla altrimenti, è una colonna sonora al cui interno “Boogie” di Paolo Conte non avrebbe stonato. Anzi, avrebbe trionfato!

I toni limpidi ed acuti di Crystal Gayle fanno da contr’ altare  ai registri bassi e graffianti, sebbene, per l’occasione, un po’ edulcorati, di un Tom Waits ingentilito.

Durante il susseguirsi dei brani le due voci, da sole o assieme, si prendendo autorevolmente  il centro del soundstage. La registrazione le restituisce in modo nitido, fluido e carnoso, assegnando loro uno spazio ben definito leggermente più ampio degli strumenti di contorno perché, ovviamente, sono loro a dover far da protagoniste .

L’ accompagnamento strumentale si dispone di lato e in profondità, anche dietro le due voci, circondandole, creando una interessante ed accurata sensazione ambientale.

Il clima dei brani cantati dalla Gayle, quasi fosse Jennifer Warnes di Famous Blue  Raincoat,  impronta in modo sostanziale l’atmosfera generale del disco  rendendola molto romantica, a tratti languida.

La registrazione, più “macchiaiola” che iper-realistica, si ascolta volentieri e facilmente per il modo garbato, molto analogico, di porgere i suoi contenuti sonori e per la rappresentazione del palcoscenico sonoro, piuttosto per le modalità di restituzione delle dinamiche.  

Poi ci sono alcune chicche per audiofili puri  e una per quelli duri, oltre che puri.

Segnalo:

-          “The Wages of Love”: duetto Waits- Gayle, sostenuto da contrabbasso, tromba e altri. Sonorità calde e liquide  in un convincente contesto spaziale;

-          “Old Boy Friend”: Crystal Gayle al centro del sound stage, tangibile, canta con  voce a tratti rotta, accompagnata mirabilmente da una chitarra semiacustica dal retro del soundstage, il tutto condito da una bella sensazione di spazio attorno a creare un’atmosfera molto suggestiva.

-          “Overture” : il disco apre con un pianista che suona l’aria madre del disco. Ad un certo punto ci si immagina uno spettatore lanciargli, con indice e pollice “a molla”, una moneta d’argento.

Questa tocca terra, rotola, trilla e si ferma in un carosello di armoniche superiori.

E’ il più bel suono  di moneta d’argento lanciata che mi venga in mente !

Ma c’è di più.

 Questa moneta dà l’idea della “ bassezza” della scena sonora, ovvero di quanto la scena sonora debba essere piantata a terra o non  vagare nebulosa per aria antistante il punto d’ascolto.

Siamo soliti fare attenzione all’altezza della scena sonora. Un cantante alto mezzo metro ci disturba. Ci appaga la mente sentire che la voce proviene da un punto dello spazio plausibile, equiparabile con l’altezza di un essere umano.

Per carità, ciò  è corretto. Ma se questo viene ottenuto facendo slittare tutta l’immagine verso il soffitto, ecco che ciò non va più bene. E’ sempre un’immagine carente in altezza…., ma verso il basso.

Nella musica sinfonica è, ad esempio, importante avere la sensazione che gli archi stiano ben piantati a terra, sul palcoscenico, non svolazzanti sopra. Non è un fatto che riguarda  il solo concetto di  immagine sonora! L’immagine sonora è lo specchio della coerenza di fase e di altre componenti sonore . Se hai un soundstage che aleggia fra i tweeters , probabilmente il  tuo suono non avrà il corretto impatto dinamico e ci sarà anche qualcosa nel tono che non convince.

La moneta d’argento di  “ One From  The Heart”…. cade a terra, ed è a terra che deve cadere, centrale, dietro la linea che congiunge i diffusori ad un paio di metri (virtuali) dall’ascoltatore, non all’altezza dei midrange o più in su.

Ah: deve essere grande come una grossa moneta d’argento, non  come una pentola. Toccando terra, deve quasi esplodere, non “avvizzire”.

Può, l’homo audiofilus, essere tentato d’ acquistare un disco come questo, oltre per la musica di Tom Waits, per  utilizzarlo come piacevole banco di prova di aspetti del proprio suono e per sconvolgere suocere curiose ed amici ignari per le feste comandate?

Buone note.

Italo Adami

Tracklist

Opening Montage: Toms Piano Intro/Once Upon a Town
Is There Any Way Out of This Dream?
Picking Up After You
Old Boyfriends
Broken Bicycles
I Beg Your Pardon
Little Boy Blue
Instrumental Montage: The Tango/Circus Girl
You Cant Unring a Bell
This Ones From the Heart
Take Me Home
Presents

16 altri prodotti nella stessa categoria:

I clienti che hanno acquistato questo prodotto hanno comprato anche:

arrow_upward