BOB DYLAN : John Wesley Harding

Esecutore: Bob Dylan

Autore: Bob Dylan

Numero dischi: 2

Barcode: 0821797242318

Lp 45 Giri
Pop/Rock
2015
MFSL2-423/45
2015-10-01
70,00 €
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Dopo aver dato alle stampe tre degli album con strumenti elettrici più pionieristici della storia del disco, Bob Dylan si allontanò ancora una volta dalle aspettative del pubblico e della critica. Accennando un ritorno alle sue radici folk e puntando deciso verso il genere che in seguito sarebbe stato battezzato country rock, John Wesley Harding è pervaso da una meravigliosa freschezza, che rivelò ai fan il sound di un artista che sveva deciso di fare ritorno al passato e ponendo le basi per un futuro che lo avrebbe visto andare alla scoperta di nuovi mondi sonori dopo essersi ripreso da un incidente ed essere stato sottoposto a fortissime pressioni. Rimasterizzata con il celebre impianto della OMR e stampato presso la RTI, questa versione su LP da 180 grammi a 45 giri consente di apprezzare questo famoso album del 1967 con tutti i suoi dettagli e i suoi toni impressionistici. Riconoscibile immediatamente dal suo organico ridotto all’osso, dai suoi tempi brillanti e vivaci e dal suo approccio molto semplice, John Wesley Harding continua a stregare gli appassionati di Dylan grazie a un naturalismo gradevolmente ruvido in grado di superare impunemente i decenni abbinato a un sound estremamente accattivante e a un’atmosfera coinvolgente che mette in grande evidenza la chitarra acustica, la morbida voce e l’evocativa armonica a bocca di Dylan, sostenute da pochissimi altri strumenti. Questi elementi vengono resi con un incredibile realismo e una stupefacente immediatezza in questa rimasterizzazione, che conferisce alle note più gravi del basso di Charlie McCoy una consistenza fino a questo momento assolutamente inimmaginabile. Inoltre, la presenza di solchi più larghi e profondi consente alla puntina di leggere un numero di informazioni infinitamente maggiore, un fatto che si traduce in un ascolto di gran lunga più godibile. Registrato più o meno nello stesso periodo in cui si tennero le sessioni di registrazione di The Basement Tapes, John Wesley Harding venne portato a termine in sole tre sessioni di registrazioni, che richiesero circa dodici ore di lavoro. Sebbene molti dettagli di questo album continuino a essere avvolti nel mistero più fitto, la maggior parte dei brani in programma è legata a figure bibliche, temi sgradevoli e spunti moralistici. Ponendo in atto non solo una chiara rottura con i suoi ultimi dischi ma compiendo anche una vera e propria rivoluzione nello stile di concepire le proprie canzoni, Dylan adottò per questo disco un organico estremamente limitato e abbandonò le tecniche della poesia beat in favore di strofe che non mettevano a repentaglio ogni minuto i contenuti del testo e il naturale fluire della narrazione. Sembra quasi che in questo disco il Bardo abbia voluto rivelare una verità nascosta e ignota a tutti. Pochissimi artisti – secondo alcuni critici nessuno – sono riusciti a esprimere i mito degli Stati Uniti e della sua popolazione di immigrati, cinici e fuorilegge con la stessa intuizione psicologica e i toni convincenti di Dylan. Facendo coesistere una delicata evoluzione lirica con un andamento quanto mai brillante e vivace perfettamente in linea con le convenzioni del country, Dylan riuscì a trasformare la musica pop secondo il proprio gusto, creando uno stile ibrido che nessuno dei cantanti della sua generazione aveva mai saputo immaginare. Realizzato in un periodo di intenso sperimentalismo che aveva toccato anche temi psichedelici, John Wesley Harding può essere considerato come un sospiro di sollievo, basato sulla semplicità necessaria per vivere in un mondo sempre più segnato dal caos e dalla follia. Balzato subito al secondo posto della classifica Billboard con vendite che superarono immediatamente il milione di copie, questo disco oggi purtroppo sottovalutato continua a esaltare un pubblico irretito dal suo multiforme fascino. A questo bisogna ancora aggiungere la straordinaria brillantezza di tutti i brani in programma, ognuno dei quali sembra essere avvolto da un’aura senza tempo, al punto che potrebbero tutti essere stati scritti indifferentemente nel 1967, nel 1937 o nel 2007. Con “All Along the Watchtower” Dylan scrisse un brano che nel giro di pochissimo tempo sarebbe diventata una delle pagine più amate e imitate della storia della musica pop. Nonostante questo, John Wesley Harding non è mai diventato uno dei titoli più importanti della vasta discografia di Dylan.Una vera ingiustizia.

Tracklist

Side 1
1. John Wesley Harding
2. As I Went Out One Morning
3. I Dreamed I Saw St. Augustine

Side 2
4. All Along the Watchtower
5. The Ballad of Frankie Lee and Judas Priest
6. Drifter\'s Escape

Side 3
7. Dear Landlord
8. I Am a Lonesome Hobo
9. I Pity the Poor Immigrant

Side 4
10. The Wicked Messenger
11. Down Along the Cove
12. I\'ll Be Your Baby Tonight

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