Innovativo ma sempre fedele alla tradizione, il chitarrista e compositore André Charbonneau propone in questo disco un flamenco autentico e del tutto privo degli stereotipi che si tende ad associare a questo genere. Tra tutte le arti, il flamenco è una di quelle che penetrano più profondamente nell'animo umano, al punto che è pressoché impossibile rimanere indifferenti al suo fascino. È così che Charbonneau un giorno ha incontrato il flamenco e la sua vita ne è stata completamente sconvolta. «Per seguire il flamenco ho lasciato tutto e, dopo essermi stabilito a Cordóba, in Andalusia, è diventato la mia cultura d'adozione». Nella città andalusa Charbonneau ha avuto la possibilità di immergersi in una tradizione molto coinvolgente, che spinge i chitarristi a suonare seguendo il proprio istinto, e di conoscere artisti del calibro di Vicente Amigo, Manuel de Palma, José Antonio Rodriguez e Paco Serrano, che gli hanno rivelato i segreti del flamenco. Questi proficui incontri spinsero Charbonneau a elaborare un proprio linguaggio musicale. Una volta tornato dalla Spagna, Charbonneau ha iniziato una fortunata carriera solistica, che lo ha visto spesso al fianco di sua moglie, ballerina di grande talento, nel Duo Guadalquivir. Questa esperienza artistica si è concretizzata nell'album Guadalquivir, flamenco instrumental 1992, in seguito ristampato dalla Air Mail con il titolo Espagne Guitare flamenca e salutato con unanime entusiasmo dalla stampa specializzata francese e spagnola. Le sue composizioni originali sono ispirate alle forme più varie di buleria, tango, rumba e naturalmente flamenco. Oltre a questo repertorio, Charbonneau si dedica con profitto anche ad altri generi, come la chanson francese e le colonne sonore, e collabora con un gran numero di progetti artistici.
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