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Esecutore: Miles Davis, tromba; Barney Wilen, sax tenore; René Urtreger, piano; Pierre Michelot; contrabbasso; Kenny Clarke, batteria
Autore: Miles Davis
Numero dischi: 2
Barcode: 0199957153126
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DISPONIBILE DAL 29 MAGGIO 2026
Ascenseur pour l’échafaud (Ascensore per il patibolo) è senza dubbio una pietra miliare non solo nella discografia di Miles Davis, ma anche nella storia. Un film straordinario, un esperimento, una colonna sonora entrata nella storia sia del cinema che della musica. Quando nel 1957 il regista Luis Malle accolse il suggerimento di affidare il commento sonoro del suo nuovo film a Miles Davis (a Parigi in quei giorni per un ingaggio al Club Saint-Germain), ebbe la geniale idea non solo di far visionare alcune scene fondamentali ai musicisti (oltre al grande trombettista c’erano Barney Wilen al sax tenore, René Urtreger al piano, Pierre Michelot al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria), ma di far proiettare le immagini mentre il quintetto incideva. Il tutto accade fra le dieci di sera del 4 dicembre e l’alba successiva: improvvisazione basata su pochi, scarni punti fissati da Davis per un risultato ipnotico, ammaliante, indimenticabile.
Pubblicato nel 1958 (su etichetta Fontana in Europa, per Columbia negli U.S.A.) questo album – che ha affascinato generazioni di ascoltatori e di cinefili – viene riproposto in più formati per il 100° anniversario della nascita di Miles. Per l’occasione, l’integrale delle incisioni di quella seduta del 5 dicembre 1957 torna disponibile in TIRATURA LIMITATA sia in un fantastico box di tre LP da 10” che in un cofanetto di 2 CD (copertina rigida). Contiene saggi (in francese e inglese) di Ashley Kahn e di Franck Bergerot e una ricca collezione di fotografie, locandine cinematografiche e materiali d’epoca nel fantastico libretto.
Questa colonna sonora sembra volgere indietro la sguardo verso i dischi registrati per la Blue Note negli anni Cinquanta con il batterista Kenny Clarke. Solo in pochissime altre occasioni il sound aperto della tromba di Davis ha assunto toni così disperatamente intensi e secondo molti le sue inflessioni dolceamare avrebbero avuto molto a che fare con la relazione che il grande virtuoso americano aveva intrecciato con Jeanne Moreau, l’attrice principale di questa pellicola. «Le melodie di questo disco sono spesso frammenti di brevissima durata, che talvolta si manifestano per sparire subito dopo e ricomparire repentinamente in seguito. Questo era lo stile che Davis adottava in quel periodo, improvvisando impressioni musicali mentre guardava le immagini del film. I brani che seppe creare gli permisero di cogliere con sensazionale realismo l’atmosfera del Secondo Dopoguerra, grazie alla libertà di mettere alla prova il suo sbrigliato talento compositivo in un contesto quasi minimalista. Quanti altri grandi interpreti del be-bop cresciuti all’ombra di Charlie Parker sarebbero riusciti a dare vita a queste piccole gemme?»
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