Unanimemente considerato uno dei violisti piů carismatici in circolazione, l’inglese Lawrence Power prosegue al fianco della Hyperion la sua esplorazione delle opere per viola piů significative del XX secolo con un nuovo disco di grande interesse. Delle tre opere per viola e orchestra di autori ungheresi presentate in questo disco la piů famosa č senza dubbio il Concerto di Béla Bartók, completo dopo la morte dell’autore da Tibor Serly, l’amico ungherese piů assiduo e fidato durante il soggiorno americano di Bartók. Il grande violista inglese William Primrose (che portň anche a termine la parte della viola solista) tenne a battesimo questo concerto nella revisione di Serly il 2 dicembre del 1949 con la Minneapolis Symphony Orchestra diretta da un altro grande musicista ungherese, Antal Dorati. Questo concerto venne subito salutato come una delle pietre angolari della ristretta letteratura per viola e orchestra e da allora č diventato uno dei principali cavalli di battaglia dei violisti. Sebbene non sia del tutto immune dallo stile di Bartók, la Rapsodia per viola e orchestra di Serly č un’opera elaborata e molto interessante, che si conclude con un Finale dai tratti irresistibili. Il programma di questo disco č completato dal piů recente Concerto per viola e orchestra di Miklós Rósza, conosciuto in tutto il mondo per le sue splendide colonne sonore, un’opera estremamente originale, dai tratti tenebrosamente romantici e dall’ispirazione inconfondibilmente ungherese.
LAWRENCE POWER SU HYPERION:
WILLIAM WALTON – EDMUND RUBBRA
CONCERTI PER VIOLA E ORCHESTRA
Lawrence Power, viola
BBC Scottish Symphony Orchestra, Ilan Volkov, direttore
«Tra i piů grandi solisti del panorama concertistico del XXI secolo spicca il nome del violista inglese Lawrence Power, le cui doti appaiono del tutto evidenti dall’ascolto di questo disco. Power possiede un’agilitŕ senza pari. Power vanta una grande varietŕ espressiva, continuando a stupirci con le infinite sfumature del suo strumento. Power sa anche essere molto eloquente, mantenendo sempre un senso ben definito in tutte le sue interpretazioni […] Ilan Volkov e la BBC Scottish Symphony Orchestra si confermano gli interpreti incisive di sempre e ci offrono la possibilitŕ di ascoltare il suono dell’orchestra del 1929, piů scuro di quello che siamo abituati ad ascoltare oggi e a tratti addirittura acido […] La straordinaria spontaneitŕ di Power contribuisce a confezionare un’interpretazione di altissimo livello. […] La viola di Power esprime un calore e una comunicativa che riescono a rendere la scrittura musicale di Rubbra logica e addirittura gradevole. Piů di ogni altra cosa, Power consente sia a Rubbra sia al suo strumento di sciogliere un canto davvero libero. Per il compositore inglese i giorni dell’oblio e dell’incomprensione sono ormai finiti» (The Times). |