Home >> Catalogo >> FRANCESCO BARTOLOMEO CONTI (1681-1732): CANTATE CON ISTROMENTI
Esiste una testimonianza di J.J Quantz che parla dell’abilità di Conti come esecutore riferendosi ad un episodio accaduto a Praga nel 1723, quando l’orchestra di corte di Vienna eseguì l’opera Costanza e Fortezza di J.J. Fux con l’aggiunta di un gruppo di musicisti di Dresda, fra i quali lo stesso Quantz e Silvius Leopold Weiss, altro grande virtuoso di liuto e tiorba. A quest’ultimo fu assegnata una parte di ripieno, mentre il ruolo di solista fu affidato a Conti. Le otto cantate scritte da Conti,sono conservate presso la Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, esse sono articolate secondo la consueta alternanza di recitativi e di arie. Eccezione per la cantata VIII , che conta 5 arie, e per la II, che ne conta 4, ogni cantata è composta da 3 arie e 2 e/o 3 recitativi.Tutte le musiche sono per soprano solo; la cantata VIII è per due soprani nei personaggi di Tirsi e Lidia. Il copista ha attribuito i testi della I e della VIII cantata al cav. Savallia, quello della V al cav. Stella e il testo della cantata VI a S.Stampiglia. Denominatore comune ai testi di tutte le otto cantate è l’ambientazione pastorale - arcadica delle vicende o dei sentimenti amorosi.
Francesco Bartolomeo Conti (1681-1732)
Cantata terza Con più lucidi candori a voce sola, chalumeau, due violini, liuto e basso continuo
Cantata seconda Ride il prato a voce sola, flauto o chalumeau, violini, liuto e basso continuo
Cantata prima Lontananza dell'amato a voce sola, flute allemande ou hautobois, violini sordini, liuti francesi e basso continuo
Cantata quarta Vaghi augelletti a voce sola, chalumeau, due violini, liuto e basso continuo
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