Ispirato da una invincibile passione sia per le cose che ci circondano sia per quelle lontanissime, l’Helsinki Project può essere considerato una vera incarnazione dell’anima di Jason Carter, chitarrista, compositore e producer inglese. La grande abilità con cui carter fa coesistere le culture musicali dà vita a un’estetica che conduce l’ascoltatore nel fascinoso stile di vita dell’autore. Grazie alla presenza di un gran numero di musicisti provenienti da ogni parte del mondo, questo disco testimonia non solo l’attrazione di Jason per le terre lontane ma anche l’importanza della città in cui vive Helsinki. In questo album è possibile ascoltare alcuni grandi interpreti come Paleface (un artista che molti considerano la risposta finlandese a Tim Westwood) e Iiro Rantala (pianista jazz dallo stile fortemente sperimentale). L’Helsinki Project è stato volutamente concepito senza proclami e senza roboanti dichiarazioni d’intenti, volendo essere una semplice celebrazione di culture da parte di un inglese con una passione inestinguibile per i viaggi e l’amicizia. Sotto il profilo puramente stilistico, i brani contenuti in questo album potrebbero essere definiti come world dance, tuttavia non mancano elementi provenienti dal drum’n’bass, dal breakbeat, dal bhangra, dal jazz, dalla musica classica e dai ritmi mediorientali. |