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Reger: Quintetto per clarinetto op.146, Sestetto per archi op.118

Esecutore: Diogenes Duartett

Autore: Reger

Numero dischi: 1

Barcode: 0761203534029

Cpo
CD
2020
CPO555340
2020-04-01
12,90 €
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Opere cameristiche tra il XIX e il XX secolo

La produzione di Max Reger occupa un ruolo di importanza fondamentale nel periodo compreso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. In particolare, le sue innovative tecniche compositive gli permisero di diventare uno degli autori più eseguiti presso la Verein für musikalische Privataufführungen di Vienna e gli consentirono di ottenere la massima stima di Arnold Schönberg. La sua affinità con Bach sia nell’ispirazione nella scelta delle forme, della strumentazione e delle tecniche architettoniche era un’ovvia conseguenza della sua stretta adesione al Romanticismo e della sua profonda venerazione per Beethoven e Brahms. I legami di Reger con la tradizioni – rappresentata in questo caso da Mozart e da Brahms – costituirono il punto di partenza del suo Quintetto in la maggiore per archi e clarinetto op. 146, un’opera pervasa da un’atmosfera così serena e melodiosa, che si fa molta fatica a credere che sia stata composta sotto il terribile influsso della prima guerra mondiale. La tonalità maggiore di questo lavoro è decisamente insolita per la produzione cameristica dell’ultima fase della parabola creativa di Reger e sotto molto aspetti ricorda il Sestetto per archi op. 118. Oltre a questo sestetto e al Quintetto op. 146, nei suoi ultimi anni di attività Reger scrisse in tonalità maggiore solo la Serenata in sol maggiore per flauto e archi op. 141a. In ogni caso, rispetto a queste due ultime opere, il Sestetto presenta una scrittura di gran lunga più complessa sotto il profilo formale e una maggiore elaborazione tematica, come si può notare fin dalla prima esposizione del tema principale. Anche se Reger non visse abbastanza a lungo per vedere la pubblicazione e la prima esecuzione assoluta del suo Quintetto per clarinetto e archi, il Sestetto per archi ricevette un grande tributo postumo, in quanto il suo manoscritto di studio venne murato nella base del monumento funerario di Reger, che fu inaugurato l’11 maggio del 1930 nel Waldfriedhof di Monaco di Baviera.

Thorsten Johanns, clarinetto

Roland Glassl, viola

Wen-Sinn Yang, violoncello

Diogenes Quartett

Max Reger (1873-1916)

Quintetto in la maggiore per clarinetto e archi op. 146

Sestetto in fa maggiore per archi op. 118

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