VIVALDI: Le Quattro stagioni (sacd)

Esecutore: L'Arte dell'Arco

Autore: Vivaldi

Numero dischi: 1

Barcode: 0761203703722

Cpo
Sacd Ibrido
2004
CPO777037
2004-04-01
12,00 €
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Lattesissimo disco desordio per la CPO dellensemble LArte dellArco di Federico Guglielmo propone una prelibata raffinatezza vivaldiana, la versione con strumenti a fiato delle celeberrime Stagioni. Questa rivisitazione dei primi quattro concerti del Cimento dellarmonia e dellinventione si riferisce esplicitamente allambiente musicale della corte di Dresda, dove allepoca era attiva unorchestra famosa a livello continentale proprio per lo straordinario virtuosismo dei suoi strumentisti a fiato; inoltre a Dresda operava anche Johann Georg Pisendel, violinista che intratteneva stretti rapporti con il Prete Rosso e di cui la CPO ha presentato il mese scorso una scelta di sonate per violino eseguite da Anton Steck e Christian Rieger (CPO982, medio prezzo). La scelta di aggiungere strumenti a fiato è perfettamente in linea con le licenze esecutive in vigore nel XVIII secolo e contribuisce a esaltare la scrittura vivaldiana con una baluginante tavolozza sonora, che esprime al meglio i colori ora brillanti ora più dimessi delle quattro stagioni dellanno. Il programma del disco è completato dagli Scherzi armonici sopra le Quattro Stagioni dellAnno di Giovanni Antonio Guido, fascinose opere di sapore francesizzante derivate dal modello vivaldiano. Di questi lavori Federico Guglielmo e lensemble LArte dellArco ci offrono una lettura elettrizzante, di grande energia e di stupefacente inventiva, consentendoci di riscoprire aspetti pressoché inediti di opere per il resto conosciutissime.




LINTERVISTA a FEDERICO GUGLIELMO
di Giovanni Tasso




Per quanto molti siano ancora convinti del contrario, molte delle prescrizioni e dei dettami che irrigidiscono la prassi filologica sono in netto contrasto con lo stile esecutivo del Sei-Settecento. Questo fatto appare particolarmente evidente nella strumentazione e nelle dimensioni degli organici chiamati a eseguire le opere barocche: per esempio siamo arrivati al punto di eseguire il Messiah di Händel con unorchestra a parti reali mentre allepoca ci si regolava con assoluta libertà e discrezione. Sulla scorta di questa considerazione va accolta con grande interesse e favore la nuova versione delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi eseguita da Federico Guglielmo e dallensemble LArte dellArco con lausilio di una consistente formazione di strumenti a fiato a fianco dei consueti archi. Per approfondire questo stimolante argomento ho posto alcune domande al celebre violinista padovano.
Maestro Guglielmo, quando ha iniziato a pensare a questa versione di Dresda del capolavoro più conosciuto di Vivaldi cosa si proponeva di fare?
«Ho iniziato a pensare a una ricostruzione delle Stagioni vivaldiane à la manière di Dresda qualche tempo fa, quando ho iniziato a eseguire in maniera abbastanza sistematica i Concerti per molti stromenti del Prete Rosso. Verificando le fonti tedesche pensavo con curiosità a che tipo di impatto avrebbe potuto avere il colore delle Quattro Stagioni se applicato alle potenzialità di un ensemble virtuosissimo come era lorchestra di Dresda della prima metà del XVIII secolo».
In che rapporto si pone la vostra rilettura con le numerose versioni discografiche esistenti?
«Le decine di edizioni già presenti in catalogo rappresentano una base di confronto imprescindibile. Le bellissime edizioni apparse negli ultimi anni hanno creato un confronto serrato che dovrebbe stimolare a trovare nuovi linguaggi e forme di espressione, coniugando il rispetto e la fedeltà agli ideali compositivi originari. Tuttavia questo non accade sempre e, per questo motivo, talvolta si sono ascoltate interpretazioni troppo colorate ed effettistiche. Mi auguro che questa edizione venga accolta con favore e che gli ascoltatori possano percepire il nostro tentativo di ritagliarci uno spazio originale nellassoluto rispetto delloriginale!».
Quale funzione svolgono gli strumenti a fiato nella vostra edizione delle Stagioni?
«Abbiamo cercato di non sottolineare troppo laspetto coloristico, lavorando piuttosto sulle sezioni strumentali in rapporto con la scrittura e la tessitura dei quattro concerti. In questo modo mi sembra che siano stati raggiunti obiettivi abbastanza sorprendenti oltre che mi auguro! convincenti sotto laspetto musicologico».
Nel vostro disco eseguite anche gli Scherzi armonici sopra le Quattro Stagioni dellAnno di Giovanni Antonio Guido. Per quale motivo avete scelto di abbinare un lavoro così inedito ai capolavori vivaldiani?
«È stata una decisione assolutamente spontanea, in quanto gli Scherzi armonici di Guido rappresentano molto bene limmagine del vivaldismo nella cultura europea, in questo caso francese. Pur non citando direttamente Vivaldi, la musica di Guido si ispira decisamente alle Quattro Stagioni nel rapporto versi/musica e nellindividuazione degli affetti e degli effetti. Certo, manca la straordinaria forza suggestiva delle composizioni del Prete Rosso ma si tratta comunque di un utile riferimento per inquadrare il contesto in cui veniva fruita, recepita e apprezzata la musica di Vivaldi».
Per concludere, quali sono i vostri futuri progetti con la CPO?
«Con la CPO abbiamo messo in piedi numerosi progetti che attualmente si trovano ancora in fase di definizione. Sicuramente ci dedicheremo ancora a Vivaldi, eseguendo alcune opere inedite e altre estremamente note. Inoltre daremo una certa attenzione ad altri virtuosi del violino italiani e ci concederemo una piacevole incursione nel repertorio famosissimo e strainciso di Georg Friedrich Händel».

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