Tennstedt Dirige Mozart & Dvorak

Esecutore: Hierholzer,piano Berliner Philharmoniker

Autore: N/A

Numero dischi: 1

Barcode: 0749677144623

Testament
CD
2010
TES1446
2010-09-01
18,59 €
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Nell’ottobre del 1980 Klaus Tennstedt diresse tre concerti dedicati al repertorio classico e romantico. Il primo brano eseguito era la poco conosciuta ouverture al lavoro teatrale di Heinrich von Kleist Das Käthchen von Heilbronn. Come ebbe occasione di confermare lui stesso, Pfitzner ebbe sempre una grande affinità con Kleist, come dimostra il fatto che La battaglia di Hermann del poeta venne messa in musica dal compositore nel Canto dei bardi per coro maschile, corni, viole e violoncelli. Pfitzner trasse l’ispirazione per i sei movimenti di Das Käthchen von Heilbronn soprattutto dal soggetto romantico e dall’atmosfera suggestiva che pervadono il capolavoro di Kleist, realizzando un’opera dal ricco panneggio sonoro che potrebbe quasi essere stata scritta su misura per Tennstedt. Il critico musicale del Tagesspiegel Walter Kaempfert scrisse che l’ouverture di quest’opera poteva essere eseguita in maniera convincente solo secondo lo stile di una fantasia, come fece Tennstedt. «La cortese cavalleria del conte Wetter von Strahl è stata contrastata in modo molto efficace dalla serena saggezza d’altri tempi dell’incantata Käthchen grazie al delizioso canto d’uccelli dei legni dei Berliner Philharmoniker; in questo caso ci siamo trovati di fronte all’archetipo della fantasia musicale romantica, espressa al pubblico con una maliosa brillantezza ricca di sottintesi». La solista di quei concerti era Babette Hierholzer, una pianista di grande talento allora ventitreenne che aveva debuttato con i Berliner Philharmoniker nel 1978. Nata a Freiburg, la Hierholzer si era trasferita a Berlino nel 1964 e aveva studiato a Berlino, Essen, New York e in Italia con insegnanti del calibro di Paul Badura-Skoda aggiudicandosi diversi riconoscimenti di grande importanza. Nel Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra K.488 di Mozart la Hierholzer strinse un rapporto molto stretto con il direttore e l’orchestra, al punto che un critico (Wolfgang Schulze) affermò tra gli il pianoforte e l’orchestra si era venuto a creare uno scambio molto naturale. Walter Kaempfert sottolineò la straordinaria padronanza tecnica della pianista, la serena chiarezza con cui aveva saputo delineare il primo e il terzo movimento di questo celebre concerto, la grande espressività del fraseggio e il sottile “respiro” che appare evidente nella sua enfatizzazione della nuances dell’Adagio. Il programma proseguì con una elettrizzante interpretazione dell’Ottava Sinfonia di Antonìn Dvorák. Come scrisse nella sua recensione Wolfgang Schultze: «Tennstedt e la sua meravigliosa orchestra, sempre pronta a cogliere anche le minime sollecitazioni della sua bacchetta, ci hanno offerto un vero e proprio spettacolo di fuochi artificiali nell’Ottava Sinfonia di Dvorák, piena di vigore, di prorompente vitalità musicale e di brillante giocosità. Inoltre Tennstedt è riuscito a mettere in grande evidenza tutte le finezze strumentali che di solito non si riesce a cogliere». Tennstedt riuscì a liberare la sinfonia di Dvorák dai soliti approcci routinari e presentò al pubblico un’interpretazione molto originale, intrisa di energia e di una grande intensità emotiva. Secondo quanto scrisse il critico del Tagesspiegel: «nell’interpretazione di Tennstedt non è andato perduto nemmeno la sfumatura e l’impulso più piccolo e ogni crescendo è riuscito a suscitare nel pubblico grandi emozioni». Grazie a questo concerto Tennstedt dimostrò di essere uno dei migliori direttori ospiti dei Berliner Philharmoniker di quegli anni e la sua partenza lasciò «un grande vuoto nell’attività dell’orchestra berlinese, che poté essere colmato solo con un altro interprete di valore assoluto» (dalla note di copertina di Helge Grünewald, 2010).

Tracklist

Hans Pfitzner (1869-1949)
Ouverture da Das Käthchen von Heilbronn op. 17
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Concerto n. 23 in la maggiore per pianoforte e orchestra K.488
Antonín Dvorák (1841-1904)
Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88

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