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THE RED GARLAND TRIO: Soul Junction (Serie Original Jazz Classics)

Esecutore: Red Garland, piano; John Coltrane, sax tenore; Donald Byrd, tromba; George Joyner, contrabbasso; Art Taylor, batteria

Autore: The Red Garland Trio

Numero dischi: 1

Barcode: 0888072723269

Craft Recordings
LP
Jazz
2026
ACONC869
2026-02-01
48,00 €
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Un nuovo titolo della collana Craft Recordings Original Jazz Classics Series

LP audiophile da 180 grammi prodotto dalla Craft Recordings

Rimasterizzazione effettuata presso il Cohearent Audio a partire dai nastri analogici originali

Stampa su LP da 180 grammi effettuata presso la RTI

Copertina tip-on con OBI strip realizzata dalla Stoughton Printing

«Ricordo bene le sessioni, ricordo come i musicisti erano ansiosi di suonare e ricordo le loro reazioni ai playback. Oggi sento fortemente di essere stato il loro messaggero».

Questo scriveva nel 2007, in occasione della rimasterizzazione di Soul Junction di Red Garland uscito esattamente cinquant’anni prima, lo storico ingegnere del suono Rudy Van Gelder. Lo stesso Van Gelder, tutt’oggi vivo e in attività, nel 2007 è ormai un anziano signore circondato dai suoi storici studios di Englewood Cliffs nel New Jersey; ma nel 1957 era un giovanotto di poco più di trent'anni dedito a registrare dischi jazz nella casa dei suoi genitori a Hackensack, sempre nel New Jersey.

Ricorda quella registrazione il buon Van Gelder, forse perché quello era un periodo di particolare fermento sia per lui sia per i musicisti che presero parte alla registrazione del disco: Red Garland, a capo del suo quintetto che vedeva Donald Byrd alla tromba, George Joyner al contrabbasso e Art Taylor alla batteria, chiama al suo fianco come sideman nientepopodimeno che John Coltrane, anche lui come Garland membro del quintetto storico di Miles Davis. Parallelamente a tutto questo, la stessa casa-studio di Van Gelder, il 15 settembre del 1957, esattamente due mesi prima della registrazione di Soul Junction, aveva ospitato la registrazione di Blue Train di Coltrane. Red Garland, invece, smessi temporaneamente i panni di membro della leggendaria “Rhythm Section” di Miles Davis, giunge alla sua terza prova da leader, e il risultato è Soul Junction, uscito per la Prestige. Un titolo molto spirituale e metafisico, che dà il nome anche al pezzo che apre il disco e firmato dallo stesso Garland: dal punto di vista compositivo non è chissà cosa, poiché si tratta di un blues canonico, ma dal punto di vista concettuale ed esecutivo il pezzo ha molto da dire, sia grazie alle radici sudiste di Garland, nativo di Dallas, sia grazie alle interpretazioni di Coltrane e Byrd, i quali riescono a scongiurare il fatto che un pezzo senza grandi “evoluzioni” come questo, alla lunga, possa apparire indigesto per via dell’eccessiva durata che arriva a sfiorare i sedici minuti. Tuttavia la title track riesce a tirare la volata a una doppietta di pezzi di Dizzy Gillespie, i quali costituiscono l’asse portante del disco: a “Woody’n You” spetta il compito di aprire questa doppietta; un pezzo molto amato in gioventù da Red Garland e in cui un Coltrane martellante sfodera un gran fraseggio nervoso, elemento peculiare della sua attitudine Hard Bop.

Ma è soprattutto con “Birk’s Works”, ovvero il cardine del disco, che il disco raggiunge il culmine: “Birk’s Works” (“Birks? assieme a “John” è il vero nome di Gillespie) si presenta con un tema accattivante esposto all’unisono da uno sfavillante Byrd e da Trane, e precedentemente introdotto da Garland con un giro di piano “standard” ma di pregevole fattura. Se la memoria non mi inganna, proprio Trane prese parte alla prima registrazione di “Birk’s Works” quando questi militava nella band di Gillespie. Il compito di spezzare la “catena” spetta all’unica ballad del disco, ovvero “I’ve Got it Bad” del Duca, terreno in cui Red può dare sfoggio del suo raffinato e sofisticato tocco, mentre Trane può affermare il suo essere campione di bellezza estetica del suono e del fraseggio anche nel campo delle ballad; un binomio che raggiungerà il suo culmine qualche anno dopo nello storico disco con Johnny Hartmann. I pochi pezzi (cinque) del disco si chiudono con “Hallelujah”, brano effervescente aperto da uno sfavillante Byrd come se suonasse la carica finale. Alla fine si è pervasi dalla sensazione di aver ascoltato un buonissimo disco, amalgamato bene nella scelta e nella disposizione dei brani, suonato in maniera egregia e pertanto ottima testimonianza da leader di un mito del pianoforte jazz come Red Garland, in questo caso (ma non solo in questo caso per quanto riguarda le collaborazioni tra il Garland leader e il Coltrane sideman) coadiuvato da un mito assoluto come John Coltrane.

Questa riedizione costituisce un nuovo capitolo del rilancio dello storico marchio The Original Jazz Classics su vinile audiophile di alta qualità a cura dell’etichetta americana Craft Recordings, che ha affidato la rimasterizzazione a partire dai nastri analogici originali a Kevin Gray presso il Cohearent Audio, la stampa su vinile da 180 grammi alla RTI e la realizzazione della copertina tip-on con OBI strip alla Stoughton Printing.

Red Garland, pianoforte; John Coltrane, sax tenore; Donald Byrd, tromba

Lato A

Soul Junction

Woody’n You

Lato B

Birk’s Works

I’ve Got It Bad

Hallelujah

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