GRAND FUNK RAILROAD: Grand Funk Hits
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Esecutore: Parliament
Autore: Parliament
Numero dischi: 2
Barcode: 0821797259217
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Doppio LP da 180 grammi a 45 giri in edizione limitata e numerata
La celebre Mothership Connection dei Parliament
Un’immagine sonora dalla definizione, immediatezza e trasparenza assolutamente incredibili
Disco inserito da Rolling Stone al 363° posto nella classifica dei Cinquecento Album Più Grandi di Tutti i Tempi
Un programma che comprende la conosciutissima “Give Up The Funk (Tear the Roof off the Sucker)”
«Do non attempt to adjust your radio» (“Non cercate di sintonizzare la vostra radio”).
L’indicazione che apre Mothership Connection dei Parliament prepara l’ascoltatore ad affrontare un viaggio estatico e crea l’atmosfera ideale per un viaggio cosmico in galassie popolate da groove galattici, vibrazioni gioiose, un umorismo sfacciato e un vivace gergo da strada. Il programma comprende quasi 39 minuti di alcuni dei migliori, più sudati ed entusiastici brani funk mai concepiti, tutti registrati da una band di star, che insieme hanno realizzato quello che il critico dell’autorevole rivista Rolling Stone ha inserito al 363° posto della classifica dei Cinquecento Album Più Grandi di Tutti i Tempi.
Rimasterizzata su doppio LP da 180 grammi a 45 giri nello studio californiano della Mobile Fidelity, stampata in edizione limitata su vinile da 180 grammi presso il Fidelity Record Pressing e racchiuso in una lussuosa copertina gatefold vecchio stile realizzata dalla Stoughton Printing, questa riedizione di Mothership Connection della Mobile Fidelity presenta per la prima volta questo iconico album con una qualità realmente audiophile. Al suo esordio in un’edizione tagliata a 45 giri, il capolavoro dei Parliament beneficia dell'ampio spazio del solco, garantendo un registro grave assai più consistente, una definizione di gran lunga migliore e una presenza assai più realistica rispetto alle stampe precedenti. Tutto, dal suono metallico degli ottoni allo schiocco nitido del rullante, fino al suono pieno delle mani che battono, viene riprodotto in una prospettiva a gamma completa. Grazie a una immagine sonora chiara, perfettamente bilanciata e dalle dinamiche molto ampie, questa riedizione da collezionisti rende pienamente omaggio all’altissima qualità con cui venne eseguito e registrato questo vero e proprio caposaldo del rock degli anni Settanta.
Questa imperdibile riedizione da collezionisti realizzata in occasione del 50° anniversario della prima uscita di questo straordinario album del 1975 presenta una combinazione di trasparenza, solidità e ampiezza che esalta al massimo grado ogni singola nota che i Parliament hanno registrato alla United Sound di Detroit e alla Hollywood Sound in California. In questa splendida ristampa della Analogue Productions l’escursione dinamica, la definizione tonale e la verve intrisa di sensualità di Mothership Connection arrivano quasi a esplodere. Alcuni aspetti molto importanti come la grande profondità del registro grave, la purezza squillante degli ottoni e l’inconfondibile timbro delle tastiere emergono con un realismo coinvolgente.
Tempesta perfetta di creatività, alchimia e inesauribile fantasia supervisionata in modo magistrale dal leader George Clinton, l’album vincitore di un Disco di Platino Mothership Connection riunisce il mix allora fiorente di funk, soul psichedelico, rock trasgressivo, fantascienza e temi afrofuturistici dei Parliament. Il primo album della band che vedeva protagonisti il virtuoso tandem di fiati composto da Maceo Parker e Fred Wesley, reduci da una lunga collaborazione con i J.B.’s di James Brown, ha dato vita a tre singoli iconici, è stato inserito nel National Recording Registry della Library of Congress di Washington e ha esercitato un’enorme influenza sul movimento hip-hop della West Coast che ha travolto la cultura popolare nella prima metà degli anni Novanta.
Non importa quale brano si ascolta, Mothership Connection riesce sempre a catturare e mantenere viva l’attenzione. L’avventura inebriante inizia con una copertina semplicemente fuori dal mondo, che riporta l’immagine esilarante e geniale di Clinton che schiocca le dita, con le gambe divaricate, gli occhiali da sole e gli stivali al ginocchio, seduto all'interno di un'astronave luminosa che naviga nella Via Lattea. Questo concept album era stato infatti concepito partendo dall’idea che ben pochi avrebbero immaginato persone di colore nello spazio.
Clinton ha ricevuto un grande aiuto da un gruppo di esploratori che la pensano come lui, tra cui personaggi illustri come Wesley, Parker, Bernie Worrell, Bootsy Collins, Cordell Mosson, i fratelli Brecker e Jerome Brailey. Sebbene il collettivo goda di una libertà illimitata nella ricerca della “bomba”, ogni brano di Mothership Connection si dispiega con una precisione assoluta, un’affilatezza all’avanguardia e groove naturali che sembrano estendersi all’infinito.
“Let the vibes flow through” (“Lasciate che le vibrazioni fluiscano”) ordinano i Parliament nell’inno funk “P. Funk (Wants to Get Funked Up)” che apre l’album. Questo semplice comando è una delle numerose indicazioni verbali che contribuiscono a costruire un universo mitologico in cui possono risplendere le personalità dei membri della band e i loro alter ego alieni. La traccia successiva, che dà il titolo all'album, introduce lo Star Child mentre la canzone scivola, si pavoneggia e pattina attraverso un’atmosfera carica di vibrazioni e sentimenti. Incorporando il ritornello dello spiritual “Swing Down Sweet Chariot” in un arrangiamento ricco di saliscendi, i Parliament hanno creato uno dei brani più campionati della storia.
I Parliament non sprecano nemmeno un istante in Mothership Connection. Se volete assaporare un successo ancora più grande dei due brani sopra citati, lasciatevi conquistare dalla contagiosa massa di voci coinvolgenti, piatti scintillanti, ritmi pulsanti, corni argentati e linee di basso gorgoglianti in “Give Up the Funk (Tear the Roof Off the Sucker)”. Cercate di seguire l'assemblaggio di Minimoog, ARP e pianoforti distorti che orchestrano la sobria “Supergroovalisticprosifunkstication”, tanto un mantra quanto una canzone. Avete bisogno di una scusa immediata per ballare? Mettete su “Unfunky UFO” e scatenatevi come se non ci fosse un domani. Oh, c’è anche sensualità nella versione dello spazio esterno dei Parliament, grazie all’architettura altalenante di “Handcuffs” e alla voce folle di Glenn Goins.
Una tempesta di schiocchi di dita e un sacco di ritmo che gira, davvero.
Parliament
Lato A
P. Funk (Wants to Get Funked Up)
Lato B
Mothership Connection (Star Child)
Unfunky UFO
Lato C
Supergroovalisticprosifunkstication
Handcuffs
Lato D
Give up the Funk (Tear the Roof Off the Sucker)
Night of the Thumpasorus Peoples
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