MILES DAVIS: On the Corner

Esecutore: Miles Davis

Autore: Miles Davis

Numero dischi: 1

Barcode: 0821797145213

Fuori catalogo dal: 01/10/2019

LP
Jazz
2016
MFSL1-452
2016-10-01
55,00 €
Tasse incluse

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La genialità di Miles Davis non ha mai conosciuto limiti. Sicuramente tra i fruitori più tradizionalisti di musica jazz questo disco non godrà di buona fama; vuoi perché i musicisti che accompagnano Davis in questo suo viaggio non sono all’altezza dei talenti che avevamo potuto ascoltare su “In a silent way” o “Bitches brew”, vuoi perché l’orrida copertina avrà scoraggiato più di qualcuno, fatto sta che “On the corner”, uscito nel 1972 in piena rivoluzione funk e psichedelica, non viene quasi mai citato nelle antologie su Davis come uno dei suoi dischi fondamentali.
Prendendo in prestito idee da musicisti quali Stockhausen, Ornette Coleman, Paul Buckmaster, James Brown, Sly Stone e Jimi Hendrix, Davis crea un autentico capolavoro per carica innovativa e sperimentale, che influenzerà pesantemente quel ”Head hunters” uscito l’anno successivo che noi tutti conosciamo ed amiamo.

Sono qui inoltre riscontrabili alcuni degli elementi principali che caratterizzano quella svolta nell’estetica musicale della produzione di Davis dei ’70, come ad esempio l’utilizzo (tipicamente funky) del pedale  wha-wha nella chitarra elettrica oltre ovviamente la scarsa presenza di elementi armonici e melodici; una rivoluzione, questa, già attuata nei due capolavori datati 1969 citati all’inizio della recensione.
Da citare assolutamente “One on one” per l’ipnotico e potente giro di basso elettrico che si ripete, uguale a se stesso, per tutti i sei minuti del brano; “Black satin” è un funk molto trascinante e dal ritmo sinuoso mentre le due suite, ovvero il medley che apre il disco e la conclusiva “Helen Butte/Mr. Freedom” risultano molto complesse ed articolate nel loro insieme, pur presentando qualche passaggio non all’altezza.
On the corner scatenò un vero e proprio terremoto mediatico fra i critici più bigotti i quali inizialmente cedettero di aver perduto il trombettista più carismatico di sempre; si sbagliavano di grosso. Questo album infatti ispirò musicisti di fama internazionale quali il chitarrista James Blood Ulmer, gli Screaming Headless Torsos, John Zorn, Tim Berne, Vernon Reid e molti altri.

La vena lirica ed ispirata degli interventi trombettistici di Miles (qui più diradati e fugaci rispetto al passato), lasciano intravedere il suo inconfondibile lirismo consolidato negli anni, diametralmente opposto alla tessitura cacofonica e rumorista operata dal gruppo.
In definitiva questo disco ha un’importanza storica di molto superiore a quella che gli viene normalmente riconosciuta ed attribuita e, sebbene non rientri certo nella cerchia dei dischi di Miles maggiormente accessibili ai più, rappresenta sicuramente un documento di grande importanza, dato che miscela alla perfezione tutte le tendenze musicali che la black music urbana stava sperimentando in quel periodo. Il tutto, ovviamente, filtrato secondo i gusti e l’incredibile talento di un musicista come Davis.

Tracklist

On the Corner/New York Girl/Thinkin\' One Thing and Doin\' Another/Vote for Miles
Black Satin
One and One
Helen Butte/Mr. Freedom X

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