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MILES DAVIS: Miles '56 - The Prestige Recordings

Esecutore: Miles Davis, tromba; John Coltrane, sax tenore; Red Garland, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria

Autore: Miles Davis

Numero dischi: 4

Barcode: 0888072745636

Craft Recordings
LP
Jazz
2026
ACONC41311
2026-06-19
170,00 €
Tasse incluse

Disponibile su: lunedì, 22 giugno, 2026

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------ Titolo disponibile a partire dal 19 giugno 2026 ------

La Craft Recordings presenta il terzo cofanetto dedicato a Miles Davis

Quadruplo LP da 180 grammi in edizione limitata

Rimasterizzazion e effettuata a partire dai nastri originali dall’ingegnere del suono Paul Blackmore, vincitore di un Grammy Award

Plating effettuato da Kevin Gray presso il Cohearent Audio

La Craft Recordings prosegue la celebrazione del centenario, iniziata alla fine del 2025, di una delle icone culturali più importanti del XX secolo — il trombettista, bandleader e compositore Miles Davis — con un nuovissimo cofanetto dal titolo Miles ’56: The Prestige Recordings. Basandosi sull’album Miles ’55 della Craft, vincitore di un prestigioso Grammy Award, quest’ultima raccolta si concentra sulle sessioni effettuate da Davis nel 1956 per la Prestige Records, che hanno dato vita ad album di riferimento come Cookin’, Relaxin’, Workin’ e Steamin’, e presenta una formazione di talenti di prim’ordine, che conta tra gli altri John Coltrane, Sonny Rollins, Red Garland, Art Taylor, Paul Chambers, Tommy Flanagan e Philly Joe Jones.

In uscita il 19 giugno 2026, Miles ‘56 sarà disponibile in cofanetti di quattro LP da 180 grammi e da tre CD entrambi in edizione rigorosamente limitata. Tutto l’audio è stato trasferito dai nastri analogici originali e meticolosamente restaurato dalla Plangent Processes. La raccolta è stata rimasterizzata dall’ingegnere del suono Paul Blakemore, vincitore di un Grammy Award, e i master sono stati incisi per l’edizione in vinile da 180 grammi da Kevin Gray presso il Cohearent Audio. Prodotte da Nick Phillips, entrambe le edizioni fisiche includono un nuovo saggio dello storico musicale Ashley Kahn, vincitore di un Grammy Award. Le note di copertina del compianto Dan Morgenstern, autorevole storico del jazz e archivista vincitore di un Grammy Award, aggiungono ulteriori approfondimenti a queste registrazioni fissate su disco esattamente 70 anni fa.

Per il rivoluzionario trombettista, leader e compositore Miles Davis (1926-1991), il 1956 fu un anno cruciale, incentrato sul suo primo gruppo stabile, il Miles Davis Quintet. Formatosi solo pochi mesi prima, il gruppo – noto come il “First Great Quintet” – comprendeva tutte le stelle nascenti più grandi del panorama jazz di quegli anni, tra cui il tenorsassofonista John Coltrane, il pianista Red Garland, il contrabbassista Paul Chambers e il batterista Philly Joe Jones. Insieme, sarebbero diventati una forza determinante dell’era dell’hard bop.

«Questa band aveva moltissimo da offrire al pubblico del jazz», scrive Ashley Kahn, nella sue ampie note di copertina. «A seconda del brano che stavano suonando e di chi fosse all’assolo, il suono del gruppo poteva cambiare energia ed effetto, tale era la flessibilità e il contrasto di stili dei suoi membri […] Nel suo insieme, la band era in grado di respirare all’unisono, in modo naturale e spontaneo. Il gruppo sapeva trasmettere fuoco e, con altrettanta efficacia, quiete – una varietà di atmosfere di cui Miles era notoriamente un inarrivabile maestro».

Dopo aver registrato il loro album d’esordio nel novembre del 1955 (Miles: The New Miles Davis Quintet), il quintetto seppe affinare ulteriormente il proprio sound tenendo tour senza sosta, suonando nei locali più alla moda di tutta l’America settentrionale, mentre a New York manteneva una presenza regolare al Café Bohemia, locale di tendenza del West Village. Le loro scalette, racconta Kahn, «riflettevano un mix di “ballate, brani energici e blues”», compresi celebri standard come “My Funny Valentine” e “The Surrey With the Fringe on Top”; classici del bebop, come “Woody ’N You” e “Salt Peanuts” e brani di artisti contemporanei, tra cui “Oleo” di Sonny Rollins, “Well You Needn’t” di Thelonious Monk e “Ahmad’s Blues” di Ahmad Jamal. Nel repertorio erano regolarmente inseriti anche brani originali di Davis, tra cui “Half Nelson” e “Four”.

Nel 1956 la fama di Davis si era diffusa a macchia d’olio, attirando l’attenzione della stampa, dei colleghi e delle case discografiche. Pur essendo ancora sotto contratto con la Prestige, Davis firmò un contratto con la Columbia Records, con la piena approvazione del fondatore dell’etichetta indipendente Bob Weinstock. Per adempiere ai suoi obblighi contrattuali con la Prestige, programmò due interminabili sessioni di registrazione presso il leggendario studio di Rudy Van Gelder a Hackensack, dove avrebbe inciso un numero di brani più che sufficiente per pubblicare album per diversi anni. Queste sessioni, che si svolsero l’11 maggio e il 26 ottobre, furono trattate dal quintetto come concerti dal vivo, poiché eseguirono le scalette che avevano perfezionato nei mesi precedenti, comprese i brani citati in precedenza. Le registrazioni successive catturarono la magia del quintetto sul palco con un senso palpabile di immediatezza.

Kahn scrive: «La maggior parte dei brani vede protagonista il quintetto, ma, proprio come avrebbero fatto sul palco, si sono spinti oltre per includere l’idea di “bande nella banda”; per esempio, con John Coltrane che si mette da parte mentre Miles guida la sezione ritmica in “My Funny Valentine” e Red Garland che prende il comando con una versione per trio pianistico di “Ahmad’s Blues”». E aggiunge: «A parte un secondo tentativo su “The Theme”, si trattava sempre di prime registrazioni. Come nel set finale di un martedì sera, hanno suonato, smesso e sono andati a casa».

I brani registrati nei mesi di maggio e ottobre sarebbero stati pubblicati in quattro album iconici: Cookin’ (1957), Relaxin’ (1958), Workin’ (1960) e Steamin’ (1961) – ciascuno con un titolo completo che comprendeva «with the Miles Davis Quintet». L’unica eccezione è costituita da “’Round Midnight”, scritta da Thelonious Monk – che sarebbe diventata un brano simbolo per Davis – apparve nel 1959 in Miles Davis and the Modern Jazz Giants.

Inoltre, Miles ’56 include l’altra sessione registrata da Davos per la Prestige il 16 marzo dello stesso anno con Sonny Rollins (sax tenore), Tommy Flanagan (pianoforte), Paul Chambers (contrabbasso) e Art Taylor (batteria). La sessione – che segnò l’ultima registrazione in studio del leader con Rollins e la sua unica collaborazione registrata con Flanagan – comprende due brani originali di Davis (“Vierd Blues” e “No Line”) più “In Your Own Sweet Way”, scritta da Dave Brubeck, tutti apparsi nell’LP del 1956, Collectors’ Items.

L’impatto delle registrazioni del quintetto del 1956 si fece sentire immediatamente dopo l’uscita, poiché i critici le accolsero a braccia aperte e i giovani musicisti jazz cercarono di emulare l’approccio di Davis all’improvvisazione. La loro influenza duratura, tuttavia, risuona ancora oggi. «Molti dei brani e degli arrangiamenti delle sessioni del quintetto del 1956 si possono ascoltare nel repertorio degli ensemble jazz contemporanei», osserva Kahn. «Nell’approccio e nell’atteggiamento, questa musica […] continua a ispirare e a formare gli studenti di improvvisazione, fornendo loro una solida base per fare il grande salto e trovare la propria strada per portare avanti la musica».

Sebbene sia rimasta insieme solo per un breve periodo, questa formazione del quintetto ha svolto un ruolo cruciale nel plasmare Davis come artista, aiutandolo ad affermarsi come leader di una band e a trovare la propria voce come musicista. Alla fine del 1956, Davis era pronto per aprire un nuovo capitolo della sua carriera, che avrebbe visto la sua stella ascendere a vette incredibili. In seguito avrebbe continuato a innovare per decenni, plasmando il sound del post-bop e della fusion, mentre sperimentava con elementi elettronici, funk, rock, pop e ritmi africani fino alla fine degli anni Ottanta. Oggi, il suo vasto catalogo continua a risuonare ben oltre il mondo del jazz.

Miles Davis, tromba; John Coltrane, sax tenore; Red Garland, pianoforte; Paul Chambers, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria

Lato A

In Your Own Sweet Way (versione del 16 marzo 1956)

No Line

Vierd Blues

In Your Own Sweet Way (versione dell’11 marzo 1956)

 

Lato B

Diane

Trane’s Blues

Something I Dreamed Last Night

 

Lato C

It Could Happen to You

Woody ’N You

Ahmad’s Blues

 

Lato D

The Surrey With the Fringe on Top

It Never Entered My Mind

When I Fall in Love

Salt Peanuts

 

Lato E

Four

The Theme (Take 1)

The Theme (Take 2)

If I Were a Bell

Well, You Needn’t

 

Lato F

’Round Midnight

Half Nelson

You’re My Everything

I Could Write a Book

 

Lato G

Oleo

Airegin

Tune Up

When Lights Are Low

 

Lato H

Blues By Five

My Funny Valentine

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