Bruckner: Sinfonia N.7

Esecutore: Wiener Symphoniker, Otto Klemperer

Autore: Bruckner

Numero dischi: 1

Barcode: 0749677145927

Testament
CD
2011
TES1459
2011-01-01
18,59 €
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Il concerto del 1958 da cui venne registrata questa versione della Settima Sinfonia di Bruckner si era aperto con una delle opere più amate di Klemperer, la Sinfonia in la maggiore K.201 di Mozart, lavoro che – detto per inciso – nel corso di un concerto tenuto in Italia qualche anno prima con i Wiener Philharmoniker aveva entusiasmato Walter Legge a tal punto da spingerlo a offrire al direttore tedesco un contratto principesco con la EMI; per nostra somma sfortuna, le registrazione di questa sinfonia è andata irrimediabilmente perduta. La SettimaSinfonia venne eseguita subito dopo l’intervallo. Le recensioni pubblicate in dieci quotidiani e riviste tessero lodi sperticate all’interpretazione di Klemperer, tratteggiando l’immagine del trionfo di un gigante sulle avversità del destino. Nei loro pezzi i critici di questi giornali non nascosero la loro gioia nel vedere che Klemperer poteva finalmente dirigere di nuovo in piedi e che, una volta salito sul podio, aveva potuto fare a meno sia del bastone per camminare sia dello sgabello e della balaustra a cui era stato costretto a fare ricorso fino a pochi giorni prima. L’articolo pubblicato nel numero di aprile del 1958 di Forum iniziava ricordando come Klemperer era apparso nel romanzo Doktor Faustus di Thomas Mann nei panni del compositore Leverkühn, per l’occasione sul podio a dirigere la prima esecuzione della sua Apokalypse. Il critico di Forum proseguì lodando i «grandi traguardi» a cui Klemperer aveva trascinato i professori d’orchestra viennesi nelle sinfonie di Mozart e di Bruckner e lo straordinario livello artistico che era stato raggiunto con la loro collaborazione. Nella recensione apparsa sul Kleines Volksblatt li legge «lo stile interpretativo del maestro dai capelli d’argento conferisce alla musica di Bruckner una grande forza spirituale», mentre a proposito della sinfonia di Mozart «i temi si sono sviluppati con grande spontaneità, rimanendo comunque uniti tra loro da una chiara esposizione che salvaguarda il significato spirituale dell’opera». Questo approccio, applicato alla Settima Sinfonia di Bruckner, di tradusse nella possibilità di «percepire un numero maggiore – non minore – di dettagli nell’interpretazione di Klemperer». La disamina del critico del Kleines Volksblatt prosegue in questi termini: «La caratteristica più importante di questo concerto è stata proprio questa piena consapevolezza del significato più alto della musica e del suo ruolo come disciplina spirituale […] I professori d’orchestra si sono resi pienamente conto di questo fatto e hanno dato il meglio di se stessi per soddisfare le altissime aspettative che Klemperer nutriva nei loro confronti […] e alla fine del concerto il loro applauso si è unito a quello del pubblico per ringraziarlo di averli guidati a un traguardo artistico di quella portata». «Servitore dell’Arte e Signore dei musicisti»: con questo titolo si aprì la recensione pubblicata sulla Neue Weltpresse, che salutava Klemperer con «uno degli ultimi grandi direttori dell’era guglielmina», accanto ad artisti del calibro di Strauss, Nikisch, Weingartner, Blech, Kleiber e Furtwängler, e lodò la sua interpretazione della Settima di Bruckner, mettendone in evidenza «la cantabilità, intrisa di un delicato lirismo ma anche punteggiata da poderosi fortissimo. La musica di Bruckner cantava e fluiva con una spontaneità che ha fatto venire in mente a molti le sinfonie di Schubert». Nella Londra degli anni Sessanta le sinfonie di Bruckner e di Mahler venivano ascoltate con un favore e un piacere di gran lunga maggiori rispetto a quelli che vennero riservati loro nei pionieristici concerti diretti da Klemperer trent’anni prima. In quel periodo un critico chiese a Klemperer se il fatto che lui dirigesse più frequentemente le sinfonie di Mahler di quelle di Bruckner fosse dovuto alla convinzione della superiorità della musica del primo rispetto a quella del maestro di Linz. «Ovviamente no», fu la pronta risposta di Klemperer «Ma non posso dimenticare il fatto che Mahler mi ha aiutato a trovare i miei lavori!» (dalle note di copertina, Mike Ashman, 2010). 

Tracklist

Anton Bruckner (1824-1896)
Sinfonia n. 7 in mi maggiore

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