Empirical: Elements Of Truth

Esecutore: Empirical

Autore: Empirical

Numero dischi: 1

Barcode: 0797537116822

Naim
CD
Jazz
2012
NACD168
2012-02-01
19,11 €
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Nel giro di pochi anni il gruppo post-bop inglese Empirical si è affermato come una delle band jazz più interessanti dell’ultima generazione, un fatto che ha trovato conferma nelle numerose tournée che lo hanno visto ottenere un grande successo a New York, Molde, Londra e Montréal e nei prestigiosi riconoscimenti che la stampa specializzata di tutto il mondo gli ha assegnato, tra i quali spiccano il MOBO del 2010 e i titoli di Dischi dell’Anno per gli album Jazzwise e Mojo. Elements of Truth è il terzo album realizzato da Empirical e il secondo che vede protagonista l’attuale formazione comprendente Nathaniel Facey al sax contralto, Shaney Forbes alla batteria, Tom Farmer al contrabbasso e Lewis Wright al vibrafono. Questi bravissimi strumentisti eseguono tutti i loro brani – compresi i passaggi improvvisati – con uno stile che riesce a esaltarne al massimo i loro contenuti, anche grazie a un approccio che mette sostanzialmente sullo stesso piano tutti gli strumenti. In questo modo, tutti i musicisti hanno la stessa responsabilità sia nell’esposizione del materiale tematico sia nell’improvvisazione. È proprio questo mix di responsabilità condivise e di apertura mentale a conferire alla musica di Empirical quella arguta brillantezza che i suoi componenti traggono dai film, dai programmi televisivi, dai proverbi, dai detti popolari e addirittura dallo sport. In questo senso, se i componenti di Empirical sono più che disposti a riconoscere di essere stati influenzati dalle particolarissime sonorità di Andrew Hill e dal sublime Out To Lunch di Eric Dolphy, dagli elementi innovativi di Vijay Iyer e dagli stili di Wayne Shorter e di Branford Marsalis, ciò che li rende un gruppo così interessante è costituito dalla loro inimitabile capacità di esprimere i loro sentimenti e le loro idee per mezzo di un processo collettivo di improvvisazione jazz. In Elements of Truth ai membri di Empirical si è affiancato il pianista George Fogel, mentre Lewis Wright oltre al vibrafono suona anche il glockenspiel, aggiungendo un altro fascinoso colore al loro impasto sonoro post-bop e se il loro album precedente Out’n’In rendeva omaggio allo stile di Eric Dolphy, questo disco si concentra sull’aspetto più peculiare di Empirical, osservando, sperimentando e commentando per mezzo della musica. «Stiamo vivendo in un’epoca assolutamente unica per la musica, in quanto oggi schiacciando un semplice bottone è possibile ascoltare musica di ogni genere proveniente da ogni parte del mondo. La musica assume un’ecletticità tanto maggiore quanto più gli stili tendono a fondersi e a interagire tra loro, un fatto che viene dimostrato in maniera evidente dai brani contenuti in questo disco. Inoltre, la musica costituisce il mezzo con cui ci affacciamo sulla realtà di tutti i giorni, come si può notare dai brani contenuti nei nostri album, i cui titoli si basano su detti, proverbi e racconti di vita». Tra i vertici di questo disco – persino troppi per essere citati tutti – merita di essere citata ingannevole “Simple Things” del contrabbassista Tom Farmer, una canzone in parte ispirata a Björk che parla di una ragazza che riesce a trarre piacere dalle piccole cose di tutti i giorni, un fatto che viene espresso da una lunga serie di ripetizioni diatoniche. “In the Grill” di Facey si riferisce allo spazio fisico dell’uomo e alla consapevolezza e alla convinzione che bisogna dimostrare di possedere per far valere le proprie idee. Scritta da Farmer, “An Ambiguous State of Mind” è un brano dallo stile meravigliosamente impressionistico, che tenta di creare un’atmosfera ambigua per mezzo di ritmi insoliti e di armonie quanto mai bizzarre. Ispirata sotto il profilo musicale da Vijay Iyer ma con alcune caratteristiche degli House of Horror, questa canzone venne scritta per mettere in risalto il grande talento del pianista ospite Fogel. La spettrale “Say What You Mean, Mean What You Say” si ispira in maniera evidente agli stili di Olivier Messiaen, Steve Lehmann e Vijay Iyer e si sforza di esprimere i suoi contenuti per mezzo della giustapposizione di elementi liberi e di altri più rigidi. Per finire Lewis Wright firma il brano che dà il titolo all’album (la sua prima opera registrata con la band), “The Element of Truth”, che esplora il tema delle verità nascoste nel subconscio, che in molti casi si manifestano nei sogni. Questo brano presenta una voluta ambiguità di sentimento e melodia che contribuisce a conferire alla musica un aspetto etereo e quasi al di fuori del tempo, peraltro sorretto da un ritmo molto sicuro. Questa capacità di far coesistere gli aspetti centrali della musica con quelli più periferici in una struttura di grande spessore e la qualità al tempo stesso eterea e concreta della musica rendono assolutamente irresistibile questo disco degli Empirical, dimostrando che la verità è un concetto soggettivo, che può essere esplorata facendo ricorso all’improvvisazione. Non ci sono dubbi: questi quattro giovani inglesi sono tra i massimi protagonisti del panorama jazz di Oltremanica e la loro fama è destinata a crescere ancora. 

Tracklist

Say What You Mean, Mean What You Say
Yin & Yang
In the Grill
Out of Sight, Out of Mind Part 1
Cosmos (For Carl Sagan)
Simple Things
An Ambiguous State of Mind
The Element of Truth
Out of Sight, Out of Mind Part 2

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