Esecutore: Bill Evans, piano; Harold Land, sax tenore; Kenny Burrell, chitarra; Ray Brown, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria
Autore: Bill Evans
Numero dischi: 2
Barcode: 0753088208072
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La leggendaria Quintessence di Bill Evans
Rimasterizzazione effettuata da Kevin Gray e Steve Hoffman presso l’Acoustech Mastering
Doppio LP da 180 grammi a 45 giri stampato presso la Quality Record Pressings
Copertina gatefold tip-on vecchio stile con finitura opaca resistente ai graffi realizzata dalla Stoughton Printing
Preparatevi, cari appassionati di jazz, ad ascoltare un capolavoro di pianoforte modale in perfetto stile Bill Evans! Pubblicato per la prima volta nel 1977, Quintessence vede questo grande maestro tuffarsi a capofitto in un ricco e melodico panorama di fiati, riservando al suo pubblico una sorpresa tanto elegante quanto coinvolgente.
Cominciamo proprio dal protagonista. Nel 1977 Bill Evans non era solo un pianista, ma un vero e proprio filosofo con 88 tasti, in possesso di una tecnica ancora delicata, ancora sussurrata e ancora capace di sciogliere i diamanti. In Quintessence Evans seppe portare la sua poesia lirica in un nuovo contesto: un quintetto. Proprio così: non il suo amato trio, ma un quintetto, una novità sensazionale gente.
In questo album Evans non può contare su nessuna rete di sicurezza e nessuna panca del pianoforte dietro cui nascondersi. Solo pura magia armonica.
Il dream team di musicisti che accompagnano Evans formava una formazione semplicemente stellare. A cominciare dal grande tenorsassofonista Harold Land, la leggenda della West Coast con un sound così morbido da sembrare un gelato al gusto jazz. Con le sue sfumature calde e meditative, il sassofono di Land si rivela il complemento perfetto al tocco cristallino del pianoforte di Evans. Poi c’è il chitarrista Kenny Burrell, che suona con una tale sottigliezza da far credere che stia dipingendo accordi con un pennello di martora. Mai troppo appariscente, sempre perfetto. Al contrabbasso c’è Ray Brown, l’ancora del jazz stesso. Volete il groove? Lui ve lo darà. Cercate l’anima? Brown ne ha da vendere. E alla batteria, Philly Joe Jones. Perché se si vuole lo swing, non c’è niente di meglio che affidarsi al tizio che ha fatto sudare la band di Miles Davis.
Insieme, formano una band così affiatata da essere praticamente un circolo jazzistico telepatico. In altre parole: non si limitano a sostenere Bill, ma lo esaltano al massimo grado!
Un’occhiata al programma
“Sweet Dulcinea”: un brano che dimostra come non sia necessario suonare veloce per esprimere contenuti profondi.
“Bass Face”: un brano che mette Ray Brown sotto la luce dei riflettori, e accidenti se brilla.
“Martina”: un valzer così bello che dovrebbe essere corredato da un’etichetta che avverta che può spingere chiunque a volgere uno sguardo pensieroso verso l’orizzonte.
“Second Time Around”: un classico imperdibile per un album tutto incentrato sull'eleganza, lo swing sottile e una musicalità raffinata.
“A Child Is Born”: il genere di interpretazione che fa pensare che forse il mondo non è poi così male, dopotutto.
Perché gli appassionati di jazz dovrebbero avere questo disco nella loro collezione?
Semplicemente perché con questo album Bill Evans uscì dalla comfort zone del trio, lasciando che la sua brillante sensibilità armonica si fondesse con quella di fiati di prim’ordine e di veri e propri geni del ritmo. Questo album è meditativo ma mai soporifero, introspettivo ma mai eccessivo. È ricco, caldo e traboccante della tranquilla sicurezza di un maestro che spiega le ali semplicemente perché può farlo.
Questa riedizione si colloca su un piano nettamente superiore rispetto a tutte le precedenti versioni. La rimasterizzazione è stata effettuata da Kevin Gray e Steve Hoffman presso l’Acoustech Mastering e la stampa su doppio vinile da 180 grammi a 45 giri è stata affidata alla Quality Record Pressings. Inoltre, i due dischi vengono presentati in una copertina gatefold tip-on vecchio stile con finitura opaca resistente ai graffi realizzata dalla Stoughton Printing.
In conclusione, se nella vostra collezione jazz manca Quintessence, sarà come possedere un Picasso con un angolo bianco. Questo è il genere di album che coglie sempre di sorpresa anche gli intenditori dai gusti più esigenti: non appariscente, ma indimenticabile. Avanti. Vi meritate questo tipo di magia del quintetto.
Bill Evans, pianoforte; Harold Land, sax tenore; Kenny Burrell, chitarra; Ray Brown, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria
Lato A
Sweet Dulcinea
Lato B
Martina
Second Time Around
Lato C
A Child Is Born
Lato D
Bass Face
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