MELVIN TAYLOR & THE SLACK BAND: Dirty Pool

Esecutore: Melvin Taylor & The Slack Band

Autore: Melvin Taylor & The Slack Band

Numero dischi: 1

Barcode: 5060149623411

Pure Pleasure
LP
Blues & Soul
2021
PPECD26088
2021-06-01
32,00 €
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  • LP da 180 grammi
  • Rimasterizzazione effettuata da Cicely Baston presso lo studio Alchemy/Air Mastering di Londra

«Il chitarrista elettrico blues Melvin Taylor aveva registrato in maniera estremamente sporadica una ventina di album prima di incidere Dirty Pool, disco che gli permise finalmente di iniziare a ottenere un vero successo di pubblico e di critica. Dopo essersi affermato in Europa, grazie a questo splendido album Taylor cominciò a diventare un ospite fisso dei migliori locali blues di Chicago, conquistando poco per volta una meritata reputazione per il suo evidente talento, che lo collocò nel novero dei grandi artisti blues che lo avevano preceduto, tra cui Otis Rush, Albert King e Stevie Ray Vaughan. Se i dischi precedenti, come Melvin Taylor Plays the Blues For You avevano messo in evidenza il non meno straordinario lato jazz del suo stile, verso la metà degli anni Novanta, con la formazione del trio Melvin Taylor and the Slack Band, Taylor abbandonò i passaggi ispirati a Wes Montgomery a tutto vantaggio di attacchi più netti e vibranti nello stile di Luther Allison e Jimi Hendrix. In realtà, il brano che dà il titolo al secondo album registrato da questa band, “The Dirty Pool”, si avvicina più ai toni grintosi e senza compromessi del blues elettrico hard rock di Stevie Ray Vaughan e Johnny Winter che al delicato soul di Chicago, che in quell’epoca aveva come suo massimo interprete Buddy Guy. A ben vedere, tre brani di questo album del 1997, tra cui appunto “The Dirty Pool” potrebbero essere tranquillamente attribuiti al mitico SRV, mentre altri standard, come “Kansas City” e “Floodin’ in California” presentano inconfondibili legami con lo stile texano. In ogni caso, va anche sottolineato che la chitarra di Taylor – chitarrista originario di Jackson, nel Mississippi – appare assai più pulita sotto l’aspetto tecnico di quanto non fossero gli strumenti dei suoi predecessori, permettendogli di superarli nettamente, anche se nel suo stile esecutivo si può ancora percepire chiaramente la rabbia e il dolore propri del blues. Questa rara combinazione di qualità si manifesta in tutta la sua grandezza nell’assolo di un blues dall’andamento lento come “The Dirty Pool”, che anche dopo ripetuti ascolti continua a lasciarmi incredulo di questa straordinaria performance. “Too Sorry” costituisce un valido esempio di quanto Melvin Taylor si senta sempre perfettamente a proprio agio quando si inoltra nel territorio di Jimi Hendrix, in quanto le sue scelte ritmiche sono di gran lunga le migliori che mi sia capitato di ascoltare da un chitarrista solista dai tempi di Vaughan; per rendervene pienamente conto, vi basterà ascoltare “I Ain’t Superstitious”, “Born Under a Bad Sign” e la funky “Telephone Song”. Alla piena riuscita di questo disco si aggiunge anche la perfetta sintonia tra Taylor e il batterista James Knowles, mentre da parte sua Ethan Farmer fa completamente suo il registro più grave. Le brillanti linee del basso di Farmer in “Floodin’ in California” potrebbero essere prese come un manuale di come si debba suonare il basso blues. Nell’insieme, ci troviamo di fronte a una band piccola, ma perfettamente coesa. Ovviamente, gli interventi vocali di Taylor non possono competere con quelli dell’Uomo dal Cappello con la Tesa Larga (Stevie Ray Vaughan), ma nonostante questo, bisogna riconoscere che riesce a fare molto bene la sua parte. Questo album va a finire diritto sparato ai vertici della mia classifica dei migliori dischi di chitarristi blues pubblicati negli ultimi vent’anni. Se decidete di ascoltarlo, preparatevi a venire travolti da un sound indimenticabile» (S. Victor Aaron).

Melvin Taylor, The Slack Band

Lato A

Too Sorry

Dirty Pool

I Ain’t Superstitious

Kansas City

Floodin’ In California

Lato B

Born Under A Bad Sign

Right Place, Wrong Time

Telephone Song

Merry Christmas Baby

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