CHARLES ROUSE: Two is One

Esecutore: Charles Rouse, sax tenore e altri

Autore: Charles Rouse

Numero dischi: 1

Barcode: 5060149623305

Pure Pleasure
LP
Jazz
2021
PPSES19746
2021-04-01
32,00 €
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«Sembra che nella discografia di tutti i grandi jazzisti ci sia almeno un album che li contraddistingue con qualche elemento particolare, come gli archi, l’intervento di coristi, brani recitati o – come in questo caso – un gran numero di spunti tratti dal lato più funky del jazz. Nel caso di Charlie Rouse (indicato sulla copertina di questo disco come Charles), questo album è Two Is One, un disco ricco di incursioni nel funky soul e jazz pubblicato dalla Strata-East, un’etichetta gestita dagli stessi artisti, che metteva al vertice delle sue priorità la creatività e il tentativo di allargare sempre di più i confini del jazz. Grazie alla partecipazione di una band composta soprattutto da musicisti da session, Rouse realizzò con Two Is One un album che si discosta leggermente dalle sue radici hard bop, ma che sfoggia comunque un’inventiva brillante ed estremamente gradevole. Lo stile dei brani contenuti in questo disco – che si inscrivono nel genere di un sofisticato soul jazz, con l’aggiunta per buona misura di qualche inflessione post bop e spiritual jazz – si pone perfettamente in linea con lo spirito del suo tempo. Infatti, nel 1974 vennero pubblicati parecchi album di artisti che cercarono di allargare i confini di quello che avrebbe potuto essere il jazz, abbinando molti degli elementi stilistici che si erano affermati nel corso degli ultimi due decenni ad ardite incursioni nell’electric jazz. La band priva di pianoforte che Rouse mise insieme per questo disco presenta caratteristiche indiscutibilmente funky, con gli innovativi assoli del sax tenore di Rouse sostenuti da una nutrita sezione ritmica e una serie di brillanti interventi delle chitarre elettriche di George Davis e di Paul Metzke, che in un paio di brani suonano insieme. Cal Scott si mette in grandissima evidenza suonando quello che parrebbe essere un violoncello elettrico, uno strumento per la verità decisamente insolito per gli standard del modern jazz, ma che in questo caso si rivela del tutto azzeccato. La prima facciata di questo album è interamente dedicata al soul jazz, con una serie di brani tanto lenti quanto intensi che trovano piena espressione nel pezzo iniziale “Bitchin”, nel quale Rouse dimostra di essere un vero maestro nel suonare melodie intrise di una intensa malinconia su un ritmo funky. Nella facciata B la band sfoggia un piglio assai più inventivo, come si può notare soprattutto nel brano che dà il titolo all’album, dove accosta alcuni scatenati elementi post bop al classico sound del soul jazz. Two Is One presenta anche brani eseguiti con ritmi diversi: per esempio, nella “prima sezione” il contrabbasso suona in tempo di 9/8, la batteria in 6/8 e il violoncello e il sax tenore in 3/4, mentre nella “seconda parte” la sezione ritmica passa a 7/8 e il violoncello e il sax tenore a 4/4. In questo disco il contrabbassista è Stanley Clarke, con il timbro profondo e ondeggiante del suo strumento elettrico che appare collocato in primo piano nell’immagine sonora. Sotto un aspetto squisitamente jazzistico, “Two Is One” è di gran lunga il brano più emblematico di questo album e dà pienamente ragione al suo titolo che – secondo quanto ha scritto Gene Lewis nelle note di copertina – venne tratto da una frase pronunciata dal grande Thelonious Monk per indicare due persone così unite, da diventare quasi un cuore e un’anima sola. Il disco si chiude con “In His Presence Searching”, un brano jazz dalle inflessioni spiritual, che ricorda in maniera molto nitida gli album registrati negli stessi anni da artisti del calibro di Pharoah Sanders e Gary Bartz (che comunque non possono essere considerati i lavori migliori della loro carriera). Il brano è pervaso da un fascinoso incedere ritmico, con Rouse e Scott che si esibiscono in assoli intensi e molto affascinanti. Questo brano offre un’eccellente conclusione all’album, ricordando anche che Two Is One si fa apprezzare soprattutto per le sue frequenti incursioni nel campo funky. Da parte sua, Rouse sfodera alcuni momenti di grandissimo impatto e, nel suo insieme, l’album costituisce una valida testimonianza dell’arte di un jazzista entrato da tempo nella leggenda» (thejazzrecord.com).

Charlie Rouse, sax tenore e clarinetto basso; George Davis, chitarra; Paul Metzke, chitarra; Martin Rivera, contrabbasso; Stanley Clarke, contrabbasso; Calo Scott, violoncello; Azzedin Weston, conga; Airto Moreira, percussioni; David Lee, batteria

Lato A

Bitchin

Hopscotch

In A Funky Way

 

Lato B

Two Is One

In His Presence Searching

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