JONI MITCHELL: Ladies of the Canyon - Ultradisc One - Step 2 LP 45 rpm -

Esecutore: Joni Mitchell

Autore: Joni Mitchell

Numero dischi: 2

Barcode: 0821797204927

Lp 45 Giri
Pop/Rock
2025
MFSLUD2049
2025-12-16
170,00 €
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Doppio LP da 180 grammi a 45 giri in edizione numerata

UltraDisc One-Step Pressing

Rimasterizzazione effettuata a partire dai nastri analogici originali

Stampa effettuata sul SuperVinyl della Mobile Fidelity presso la Fidelity Record Pressing

Un album che comprende i grandi successi “Big Yellow Taxi” e “The Circle Game”

Ladies of the Canyon può essere considerato il disco che ha consacrato definitivamente Joni Mitchell. Dopo essersi trasferita da poco a Lookout Mountain, nella zona di Laurel Canyon a Los Angeles (la sua casa è raffigurata in un acquerello che ha realizzato lei stessa per la copertina del disco), l’icona canadese ha tratto ispirazione dall’ambiente che la circondava, tenendo d’occhio l’attualità nazionale, il mondo delle imprese, le celebrità e la sua relazione con Graham Nash. Questo album del 1970 vede la cantautrice trasformarsi in una pioniera che abbandona i canoni della musica folk per avventurarsi nel pop, nel jazz, nel soul e nella poesia con un azzeccatissimo mix di profondità, raffinatezza, introspezione e acume che nessuno aveva mai sentito prima.

Rimasterizzata a partire dai nastri analogici originali e stampata in edizione limitata sull’esclusivo SuperVinyl da 180 grammi della Mobile Fidelity presso la Fidelity Record Pressings, questa imperdibile riedizione su doppio LP da 180 grammi a 45 giri UltraDisc One-Step dell’etichetta americana consente di ascoltare questo classico album con un’incredibile immagine sonora caratterizzata da una risoluzione dei dettagli, una definizione tonale e un impatto semplicemente allo stato dell’arte. Grazie alla Mobile Fidelity Ladies of the Canyon viene presentato sul mercato per la prima volta con una qualità sonora realmente audiophile e fa parte della collana di sei iconici album registrati negli anni Settanta da Joni Mitchell che l’etichetta americana sta ristampato sia in vinile sia su SACD.

Caratterizzata da un calore piacevolmente intimo, una superba nitidezza e una meravigliosa ampiezza, questa riedizione da collezione UD1S beneficia delle proprietà intrinseche del SuperVinyl, tra cui un rumore di fondo praticamente inesistente, una definizione dei solchi allo stato dell’arte e superfici incredibilmente silenziose. Registrato principalmente in solo, con un accompagnamento essenziale in alcuni brani, quello album di Joni Mitchell sembra quasi voler prendere residenza nella vostra sala d’ascolto. In particolare, la sua voce, il pianoforte e la chitarra vengono riprodotti con una precisione millimetrica e un’impressionante immagine tridimensionale; la musica è concentrata, emozionante, naturale. Gli strumenti – il violoncello, il clarinetto, il sax baritono e le abili percussioni di Milt Holland – appaiono perfettamente integrati, coesi, costanti. Le note fioriscono e si spengono come su un palcoscenico dal vivo; di conseguenza, l’immagine sonora si estende in lungo e in largo, con sfondi nero carbone che aggiungono un realismo sorprendente.

La lussuosa copertina di Ladies of the Canyon UD1S ne completa lo status distintivo. Racchiusi in una scatola con coperchio sollevabile, entrambi gli LP sono presentati in copertine speciali stampate a caldo con una grafica assolutamente fedele all’originale che illumina lo splendore della registrazione. Questa riedizione UD1S è pensata per gli ascoltatori che apprezzano la qualità del suono e della produzione e che desiderano immergersi in tutto ciò che riguarda l’album, compresa la pittura illustrativa di Michell che funge da copertina.

Definito al momento della sua uscita dal critico del New York Times «potente e brillante», Ladies of the Canyon apparve dopo il primo disco vincitore di un Grammy Award di Mitchell (Clouds) e fu il primo di sei capolavori consecutivi che la portarono a diventare la cantautrice più celebre della sua generazione e, probabilmente, di tutti i tempi. Ladies of the Canyon è il primo disco in cui la allora ventiseienne previde l’utilizzo del pianoforte, una decisione di importanza incommensurabile, il primo a ottenere il Disco di Platino, un riconoscimento di grande prestigio che trasformò Mitchell in qualcosa di più di una semplice cantante folk, il primo in cui ebbe il coraggio di osare di più con il suo canto e l'ultimo in cui apparve ottimista e in gran parte libera dai temi complessi e dal dolore personale che l’avrebbero accompagnata negli album successivi.

Non che in questo album Mitchell ignori i concetti di libertà, indipendenza, spiritualità e perdita che costituiscono il nucleo del successivo Blue. Infatti, il programma comprende due brani imperniati sulla sua relazione con Nash – “Willy” e “Blue Boy” – che affrontano questi ideali in chiave poetica, con teneri addii che affermano la posizione di Mitchell sulla consuetudine, la dipendenza e l’amore. In “For Free”, Mitchell affronta senza paura il tema del mettersi in vendita che accompagna la fama e che molti si aspettavano dai musicisti – concetti che Mitchell si rifiutava sdegnosamente di prendere in considerazione.

“The Arrangement” segue lo stesso filone, ribellandosi alla notorietà e alla ricchezza materiale ottenute in cambio della rinuncia alla propria identità, integrità, appartenenza e senso di sé. «Avresti potuto essere di più», ripete Mitchell alla fine di questo brano, quasi a richiamare l’intramontabile scena di Marlon Brando nel film Fronte del porto.

Una differenza fondamentale: Mitchell difende le donne in un ambiente permeato da un maschilismo tossico. Tuttavia, lei sostiene davvero l’emancipazione femminile, l’essere vivi, autentici e presenti, con il triangolo amoroso descritto in “Conversation”, che mette in discussione quanto una persona appartenga a un’altra e a quale costo. In quella narrazione, incentrata su un uomo senza spina dorsale intrappolato in un circolo vizioso, le figure dominanti sono le donne.

Producendo Ladies of the Canyon da sola, Mitchell irradiò una grande sicurezza e uno straordinario coraggio, anche per il fatto di aver capito che non aveva bisogno dei servizi di un estraneo quando sapeva già cosa voleva. Aveva solo bisogno di un ingegnere competente e collaborativo, che trovò in Henry Lewy. Appropriatamente, nell’affettuosa title track dell’album Mitchell celebra la comunità e un trio di donne – tutte reali, tutte residenti nel suo quartiere di Laurel Canyon – che rispettivamente come artista visiva, madre dallo spirito libero e immaginatrice cresciuta nel circo, si riflettevano tutte nella stessa cantautrice. Come Trina, Annie ed Estrella, anche Mitchell aveva una predilezione per i vestiti eleganti, per ospitare gli amici, per preparare dolci e per tessere «un motivo tutto suo».

Questo motivo si concretizza in modo particolarmente evidente nei tre brani che chiudono l’album: la loro collocazione non convenzionale nel disco è probabilmente un altro sottile riconoscimento del disprezzo di Mitchell per gli aspetti più commerciali del mondo, o almeno per il fatto di assecondarne le esigenze. Ognuna di esse, allora come oggi, è un classico.

Con “Big Yellow Taxi”, un brano ispirato dal viaggio compiuto da Mitchell alle Hawaii nel 1968, nel corso del quale vide con i propri occhi il paesaggio naturale trasformarsi in cemento, l’artista lanciò un accorato allarme ecologico e compose una canzone contagiosa e piena di speranza, che rimane impressa nella mente per giorni. Scritta dopo che la sua agenzia l’aveva costretta a saltare il festival per partecipare a un programma televisivo il giorno dopo la sua conclusione, l’accattivante “Woodstock” cattura l’evento culturale e i suoi significati da una prospettiva unica, sebbene universale, indicativa dei momenti migliori di Mitchell.

Lo stesso vale per l’immortale “The Circle Game”, un’osservazione filosofica e ricca di metafore sul tempo, i sogni e il progresso, a cui il critico dell’autorevole rivista Rolling Stone attribuì il merito di aver lanciato il movimento dei cantautori. A pochi mesi dall’uscita di Ladies of the Canyon, Mitchell si ritrovò al centro di quel movimento e preparò i brani per un altro album il cui impatto è ancora oggi tangibile.

Joni Mitchell

Morning Morgantown

For Free

Conversation

Ladies of the Canyon

Willy

The Arrangement

Rainy Day House

The Priest

Blue Boy

Big Yellow Taxi

Woodstock

The Circle Game

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