Le composizioni qui registrate sono significative del gusto musicale diffusosi oltre Manica nei primi decenni del Settecento. L'Inghilterra accolse con tanto entusiasmo il "corellismo" da attirare sulle sue sponde una nutrita schiera di strumentisti, cantanti, impresari che con alterne fortune contribuirono alla diffusione del nuovo stile italiano basato sulle innovazioni della Sonata e del Concerto Grosso canonizzate nell'opp. V e VI di Arcangelo Corelli. Il lucchese Francesco Geminiani giunse a Londra nel 1714 assieme al concittadino Francesco Barsanti, come diretto discepolo del fusignanese si inserì facilmente nella vita musicale acquisendo in brevissimo tempo grande fama di violinista. I sei Concerti Grossi op. II si giovarono di esecuzioni pubbliche organizzate dallo stesso Geminiani a Hickford Room, con un esito talmente favorevole che il compositore si vide costretto ad affrettarne l'uscita per anticipare eventuali edizioni pirata già in corso di allestimento; e alla prima pubblicazione lincenziata nel 1732 seguirono numerose ristampe fino alla fine del Settecento, a conferma di un successo considerevole e duraturo.