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CANNONBALL ADDERLEY: Somethin' Else (UHQCD)

Esecutore: Cannonball Adderley, sax; Miles Davis, tromba; Hank Jones, piano; Sam Jones, contrabbasso; Art Blakey, batteria

Autore: Cannonball Adderley

Numero dischi: 1

Barcode:

Audionautes
Jazz
2026
AN2515UHQ
2026-02-20
45,00 €
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Unico album realizzato dal grandissimo Julian Cannonball Adderley per la Blue Note, Somethin’ Else sarebbe uno dei capisaldi della discografia jazz di tutti i tempi anche solo per la presenza di Miles Davis. In questo album del 1958, il leggendario trombettista e compositore americano accettò infatti di ricoprire il ruolo di semplice (almeno apparentemente) sideman, una scelta che avrebbe compiuto solo in rari casi dopo la metà degli anni Cinquanta. In ogni caso, chi si limitasse a valutare Somethin’ Else solo in base alla partecipazione di Davis, finirebbe inevitabilmente per non cogliere tutta la straordinaria portata storica e artistica di questo imprescindibile album. Per dirla con parole chiare e semplici, questo luminoso disco di Adderley continua a essere una pietra miliare della storia del jazz soprattutto per l’inarrivabile chimica che unisce i musicisti che vi presero parte (tutti entrati nella Hall of Fame del jazz), il loro palpabile entusiasmo e la eccezionale raffinatezza dei suoi arrangiamenti – per non parlare dell’altissimo livello della produzione e della decisione di includere nel programma le interpretazioni definitive di due celebri standard jazz.

Questi toni vibranti trovano piena espressione in questa versione in UHQCD che offre una riproduzione a tutto campo di una band che comprende anche il pianista Hank Jones, il contrabbassista Sam Jones e il batterista Art Blakey. Ogni colpo di rullante, ogni nota del contrabbasso e ogni colpo di piatto registrato da quest’ultimo assumono proporzioni realistiche, sbocciando e svanendo come se tutti i musicisti si esibissero su un palco di fronte a voi. Le fondamentali linee del contrabbasso di Jones sono registrate con una profondità e una palpabilità non comuni, con la leggerezza delle corde e la pienezza dello strumento incarnano il ritmo. Stellari sono anche i sicuri 88 tasti del pianoforte di Hank Jones. Sublimi nella scala, nella tonalità e nell’attacco, con una definizione tale da poter praticamente separare nella mente i tasti bianchi da quelli neri. E che dire della liquida interazione tra Adderley e Davis? Fedele nel timbro, nel naturalismo, nella purezza e nella presenza.

Per ragioni che vanno ben oltre l’eccezionale livello artistico dell’esecuzione e l’innegabile bellezza del programma, Somethin’ Else è un disco che tutti vorrebbero ascoltare di continuo. Come ha scritto giustamente il celebre critico Bob Blumenthal recensendo l’album quattro decenni dopo la sua prima uscita: «La straordinaria coesione e l’istintiva unità d’intenti del quintetto è il frutto maturo di una storia comune e condivisa, anche se la forza di trazione che viene a crearsi in ogni brano evoca un sentimento del tutto unico, che può essere attribuito alla sensibile musicalità di tutti i musicisti, compresi il leader e il batterista, che si suppone siano hard bopping». L’emozione scorre in ogni brano e appare evidente soprattutto in “Autumn Leaves” e “Love for Sale”.

Le interpretazioni dei brani di Johnny Mercer e di Cole Poter contenute in Somethin’ Else sono state considerate per molto tempo tra i capolavori più emblematici di una certa mistica jazz. Sebbene in parecchi brani sfoggino approcci contrastanti, Adderley e Davis rivelano una sorprendente unità di ispirazione in “Autumn Leaves”, con la tromba con sordina di Miles e le magniloquenti sonorità del sax contralto di Cannonball che scolpiscono una versione destinata a durare nel tempo e a diventare un ineludibile modello sotto gli aspetti dell’espressività, del contrappunto, della sofisticazione, della fluidità e della concisione. Dagli strumenti di Adderley e Davis scaturiscono senza sosta morbide effusioni blues, una intensa linea melodica e un coinvolgente romanticismo. Allo stato di grazia dei due leader si uniscono gli altri componenti della band, che contribuiscono a enfatizzare l’atmosfera intima e la serenità di molti brani – ma anche lo spirito vivace che pervade “Love for Sale”, prendendo attivamente parte al sound d’insieme con una tagliente concisione e un timbro consistente ma leggero come una piuma.

In ogni caso, non vanno assolutamente sminuiti gli altri tre brani, tutti meritevoli di una valutazione a cinque stelle. Lunga dodici misure, la title track offre una lenta combustione dello swing. Scritta dal fratello di Adderley, Nat, la 12 battute “One for Daddy-O” trasmette sapori funk. La conclusiva “Dancing in the Dark” è ricca di colori e tentazioni, con un flusso di colori audaci e trame sobrie che invitano a volteggiare al chiaro di luna, o almeno a fantasticare su una notte memorabile.

Somethin’ Else (Qualcosa di diverso), davvero.

Cannonball Adderley, sassofono; Miles Davis, tromba; Hank Jones, pianoforte; Sam Jones, contrabbasso; Art Blakey, batteria

Autumn Leaves

Love for Sale

Somethin' Else

One for Daddy-O

Dancing in the Dark

Alison's Uncle (AKA Bangoon)

Cos’è un UHQCD?

Per sei anni, dopo la nascita di HQCD, abbiamo continuato a fare numerosi tentativi per riprodurre l’audio con una qualità ancora più elevata. Abbiamo ricercato nuovi materiali e studiato modi per riprodurre l’audio con la massima fedeltà possibile. Dopo una serie di esperimenti, abbiamo deciso di adottare un approccio completamente nuovo, cambiando radicalmente il processo di produzione del CD stesso.

Abbiamo messo in discussione le convenzioni comuni sulla produzione di CD, che è rimasta in gran parte invariata in tutto il mondo per oltre 30 anni. Attraverso il nostro tentativo, che poteva sembrare un’idea peregrina, siamo arrivati alla massima qualità possibile – un livello che è certamente impossibile da ottenere con i dischi CD esistenti.

Caratteristiche del UHQCD

I dischi sono conformi alle specifiche CD e sono riproducibili sui tradizionali lettori di CD audio esistenti. Il processo di produzione del disco (di nuova concezione) evita il mascheramento della qualità del suono e offre un elevato piacere d’ascolto dell’audio di alta qualità, molto simile a quella che caratterizza il Crystal Disc.

CD convenzionali di alta qualità (HQCD)

Abbiamo sviluppato i nostri dischi CD audio convenzionali ad alta qualità con l’intento di migliorare la qualità dell’audio semplicemente aggiornando i materiali utilizzati nei comuni dischi CD, sostituendoli con altri di qualità superiore. Per esempio, per il substrato abbiamo utilizzato un policarbonato (un tipo di polimero) ad alta trasparenza e alta fluidità del tipo utilizzato per i pannelli LCD, mentre per lo strato riflettente abbiamo sostituito il comune alluminio a basso costo con una costosa lega ad alta riflettività dalle caratteristiche uniche.

Questi miglioramenti hanno permesso ai dischi CD prodotti in grande serie di riprodurre l’audio con maggiore precisione. Infatti, i dischi HQCD sono stati usati per pubblicare una vasta gamma di titoli di musica classica e jazz. Il semplice aggiornamento delle materie prime ha tuttavia fornito risultati non definitivi. Per ottenere ulteriori miglioramenti nella riproduzione audio, abbiamo dovuto ripensare da zero il processo di produzione del disco stesso.

Differenze nei metodi di produzione

I CD audio convenzionali vengono prodotti utilizzando la tecnica dello stampaggio a iniezione per formare una serie di “pit” (incavi) che rappresentano i dati. La piastra metallica su cui si formano gli incavi che rappresenta l’informazione audio viene utilizzata come matrice. Il policarbonato viene fuso ad alta temperatura e versato nello stampo per duplicare i “pit” sullo stampo.

Questo metodo è efficiente perché permette la produzione di massa ad alta velocità, ma non consente la duplicazione perfettamente accurata o una completa duplicazione degli incavi (“pit”) da parte del sistema di stampaggio. Quando è fuso, il policarbonato è piuttosto viscoso e quindi non può penetrare completamente in ogni minuscolo incavo. Abbiamo cercato di ricreare le microscopiche forme usando il policarbonato di alta qualità utilizzato nei pannelli LCD, ma il risultato non si è rivelato perfetto.

Nel nuovo metodo che abbiamo sviluppato, tuttavia, abbiamo usato un fotopolimero anziché del policarbonato per replicare finemente gli incavi. Nel loro stato normale, i fotopolimeri sono liquidi, ma una delle loro proprietà caratteristiche è che si induriscono quando vengono esposti alla luce di determinate lunghezze d’onda. Sfruttando questa proprietà, siamo riusciti finalmente a ottenere la perfetta replica di incavi finemente dettagliati. I fotopolimeri allo stato liquido sono in grado di penetrare negli angoli più piccoli delle fosse dello stampatore, in modo che il disegno degli incavi sia riprodotto con un livello estremamente alto di precisione. In questo modo, siamo riusciti a ottenere risultati di un livello impossibile da ottenere utilizzando la tecnologia di produzione CD convenzionale.

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