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RANDY TRAVIS: Storms of Life

Esecutore: Randy Travis, vocal e altri

Autore: Randy Travis

Numero dischi: 1

Barcode: 0821797151115

LP
Pop/Rock
2022
MFSL1-511
2022-11-01
58,00 €
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LP da 180 grammi in edizione limitata e numerata

Pubblicato nel 1986, Storms of Life contiene brani famosissimi come “1982”, “On The Other Hand” e “Diggin’ Up Bones”

Stampa effettuata presso la RTI per una qualità sonora audiophile senza confronti

Album pubblicato in collaborazione con Werner Nashville, con una copertina gatefold tip-on e una grafica del tutto nuova

Nessuno avrebbe mai potuto prevedere l’impatto che l’album d’esordio di Randy Travis avrebbe avuto sulla musica country quando fu pubblicato nel 1986. Registrato da un cantautore praticamente sconosciuto, che fino a quel momento era stato rifiutato da tutte le etichette più importanti, e sostenuto da una produzione e da arrangiamenti che mettevano in risalto l’impeccabile voce di Travis, Storms of Life ha dato inizio a una vasta evoluzione stilistica, che avrebbe ben presto travolto Nashville e posto il cantautore originario del North Carolina al centro del movimento neotradizionalista. A distanza di oltre tre decenni, la brillantezza di questo LP appare più grande che mai.

Rimasterizzata a partire dai nastri analogici originali, stampata su vinile ultrasilenzioso presso la RTI e pubblicata in collaborazione con Warner Nashville per celebrare il 35° anniversario della prima uscita di questo disco, questa riedizione su LP da 180 grammi in edizione limitata e numerata di Storms of Life della Mobile Fidelity rappresenta la prima ristampa audiophile di un celebre album di country contemporaneo e una eloquente testimonianza del pieno merito con cui Travis è stato inserito nella Country Music Hall of Fame. Racchiuso in una copertina gatefold tip-on dalla grafica del tutto nuova, questo album vincitore di ben quattro Dischi di Platino può finalmente sfoggiare una trasparenza stellare, una definizione mozzafiato, un’ampia dinamica e tonalità meravigliose, che consentono agli appassionati di ascoltare uno dei più grandi vocalist degli ultimi decenni con un’intimità, un realismo e un’ampiezza sonora assolutamente senza confronti.

Prodotto da Kyle Lehning e plasmato in modo da contrastare la pastosità e la morbidezza che facevano parte dello stile county-pop allora in voga, che era stato amplificato a dismisura dalla popolarità di Urban Cowboy, Storms of Life presenta un'architettura pienamente formata e un sapiente supporto strumentale, che ha beneficiato moltissimo da questa accuratissima rimasterizzazione. Alcuni dettagli come il continuo crescere del suono delle steel guitar, l’ascesa e il trasporto delle voci di sottofondo, gli spunti bluesy dell’armonica, la profondità del pianoforte, la libertà, lo schiocco e il twang delle chitarre acustiche, la dolcezza del violino e del mandolino e il ritmo incalzante della batteria si manifestano con una qualità sonora che oggi può essere considerata allo stato dell’arte. In tutti I brani in programma ogni membro della band trova ampio spazio per mettere in mostra il suo talento. Gli appassionati di musica prendano nota: Jerry Douglas, Mark O’Connor, Eddie Bayers e David Hungate sono solo alcuni dei musicisti coinvolti.

Considerati tutti i meriti legati a un indovinatissimo mix di honky tonk, country e western e ballate, bisogna riconoscere che nulla eclissa l’apporto di Travis al progetto. Insieme al songwriting di base, la sua inimitabile presenza continua a rendere Storms of Life fresco come lo era l’anno in cui Top Gun uscì nelle sale cinematografiche. Si avvicina a ogni brano con un inquietante understatement, con il suo timbro robusto e il suo atteggiamento disinvolto che quasi nascondono la potenza, la portata e la disinvoltura artigianale che caratterizzano ogni nota che canta. Simile a icone rivoluzionarie come Frank Sinatra e Hank Williams, Travis non eccede mai, ma si affida all’istinto e, in combinazione con la sua voce d’oro, non sembra mai meno che completamente coinvolto.

In Storms of Life, porta d’accesso a una brillante carriera ricca di album di successo e di importanti riconoscimenti, Travis sfrutta tali risorse al massimo. La prova della sua grandezza arriva subito con l’iniziale “On the Other Hand”, un’intelligente interpretazione di un tema country spesso abusato (l’infedeltà), il cui titolo si colloca tra i migliori giochi di parole del genere. Ricca, ferma, calma e apparentemente in grado di raggiungere l’anima di qualsiasi spettatore, la voce di Travis si pone in equilibrio tra la tenerezza e il dolore, riflettendo la difficile situazione che si trova ad affrontare il narratore, il cui cuore lo spinge in una direzione e il dovere in quella opposta. Non è l’unico caso in cui l’allora ventisettenne cantante si addentra in un territorio emotivo molto complicato, conservando un’incrollabile propensione all’equilibrio e alla leggerezza.

In effetti, Storms of Life – album dal titolo quanto mai appropriato – si occupa in gran parte della condizione umana e in particolare dei ricordi, delle riflessioni, delle meditazioni, dei desideri e dei rimpianti che la accompagnano. Nel brano che dà il titolo all’album, Travis racconta le sue vicende personali con umorismo e personalità, emergendo allo stesso tempo con un’acuta prospettiva. Le relazioni incrinate informano sia l’ottimismo di “Diggin’ up Bones”, con accenti di archi e cori sia la sentimentale ma triste “No Place Like Home”. In “Reasons I Cheat” il protagonista non si scusa per il suo comportamento, mentre Travis sfodera sillabe profonde e granulose in mezzo alla quiete che minacciano di congelare l’ascoltatore.

Nei toni dimessi che rivela nella storia d’amore perduto narrata in “1982” e nell’accattivante “There’ll Always Be a Honky Tonk Somewhere” Travis – a differenza di altri cantautori – mantiene il controllo per tutta la durata di Storms of Life. Per quasi 32 minuti, la sua semplicità, la sua articolazione, la sua sottigliezza, la sua facilità e la sua raffinatezza stabiliscono un modello che non è ancora stato eguagliato nella musica country.

Randy Travis

On the Other Hand

The Storms of Life

My Heart Cracked (But It Did Not Break)

Diggin’ up Bones

No Place Like Home

1982

Send My Body

Messin’ with My Mind

Reasons I Cheat

There’ll Always Be a Honky Tonk Somewhere

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