Esecutore: New York Dolls
Autore: New York Dolls
Numero dischi: 2
Barcode: 0821797258012
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Doppio LP da 180 grammi a 45 giri in edizione limitata e numerata
Il celebre New York Dolls
Un disco d’esordio che gettò le basi del punk e del glam con brani come “Personality Crisis” e “Trash”
Album inserito da Rolling Stone al 301° posto della classifica dei Cinquecento Album Più Grandi di Tutti i Tempi
Un’immagine sonora che esalta al massimo grado la brillantezza della produzione di Todd Rundgren
L’estroverso mix di atteggiamento, energia e ostentazione che traspare dall’omonimo album d’esordio dei New York Dolls appare ben visibile sulla copertina di questo disco. Raffigurando il quintetto nei suoi caratteristici abiti appariscenti e trash e nel suo aspetto drag, questo album del 1973 ha da un lato lasciato interdetti un numero considerevole di potenziali ascoltatori, ma dall’altro ha catturato l’attenzione di un pubblico numeroso, che ha riconosciuto la band per quello che era, ossia pionieri dello zeitgeist che hanno contribuito a sviluppare i movimenti punk e glam rock.
Inserito dall’autorevole rivista Rolling Stone al 301° posto nella classifica del Cinquecento Dischi Più Grandi di Sempre e da Mojo in 49ª posizione, New York Dolls ottiene finalmente grazie a questa imperdibile riedizione su doppio LP da 180 grammi a 45 giri della Mobile Fidelity il trattamento audiophile a lungo atteso. Rimasterizzato a partire dai nastri analogici originali, stampato su vinile da 180 grammi presso la Fidelity Record Pressing in California e presentato in una lussuosa copertina gatefold tip-on vecchio stile realizzata dalla Stoughton Printing, questa versione da collezionisti segna la prima volta che l’album che ha segnato la carriera del gruppo è disponibile in qualità audiophile.
Ben lungi dal limitarsi a rielaborare stancamente gli elementi grezzi che venivano associati alla scena punk, i New York Dolls hanno potuto beneficiare per questo album di una accurata produzione supervisionata nientemeno che da Todd Rundgren. Sebbene fosse abituato a lavorare con musicisti di calibro molto più elevato, Rundgren, affascinato dal carisma e dal fascino dei New York Dolls, se non dal loro approccio strumentale, seppe comprendere fino in fondo l’estetica della band, fissando su disco la session tenuta al Record Plant di New York City con un sapiente mix di atmosfera live, autenticità grezza e uno spiccato acume professionale.
In questa definitiva riedizione della Mobile Fidelity, è possibile ascoltare questi aspetti, così come i dettagli chiave, le dinamiche e le trame con una profondità fino a ora assolutamente inimmaginabile. Rundgren ha conservato un altissimo livello di grinta, conferendo al contempo alla musica un alto grado di separazione, solidità e impatto che ogni registrazione storica merita. La sua visione si estende all’introduzione di accordi scelti – note di pianoforte da bar, passaggi di sintetizzatore Moog, i sassofoni strombazzanti di Buddy Bowser – che aggiungono fascino alle canzoni senza interferire con l’architettura complessiva.
Grazie alla profondità e all’ampiezza dei solchi, la definizione tonale, la restituzione dei dettagli e l’attacco sia del cantante David Johansen sia dei chitarristi Johnny Thunders e Sylvain Sylvain, ormai diventati iconici, risaltano con una vivacità e una vitalità sorprendenti. Anche se i New York Dolls possono spesso sembrare fuori controllo, in qualche modo la spavalderia, l’arroganza e la sciatteria – nonché la trasandatezza, l’aggressività e la frenesia che queste caratteristiche comportano – restano unite in un insieme che si oppone contro le frustrazioni, l’isolamento, il disordine e la disillusione del caos giovanile e del degrado urbano.
Esordendo con Personality Crisis, disco inserito dall’autorevole rivista Rolling Stone nella classifica dei Cinquecento Album Più Grandi di Tutti i Tempi, la band rende evidente la sua comprensione dell’alienazione, della devianza, dello spaesamento e del malcontento suburbano, nonché la sua capacità di suonare boogie sospeso a un filo, rock rumoroso e pop ispirato al Brill Building. I New York Dolls, con il loro rossetto sulle labbra, possiedono caratteristiche che molti dei loro predecessori più duri trascurerebbero: allegria e melodia, coronate da un talento nel sapere come e dove portare una canzone in tre minuti e mezzo.
Ascoltando questo album, potrete scattare con la bellicosa “Looking for a Kiss”; battere i piedi e le mani al ritmo dei grandi ritornelli di “Jet Boy”, piegarvi alle richieste e alle provocazioni della criptica “Vietnamese Baby” e decidere se “Bad Girl” desidera esplodere o implodere. Si tratta di uno dei tanti brani di questo album che alludono alla fine del mondo. Naturalmente, questo non significa che non ci sia tempo per concedersi un’avventura prima che tutto vada in fumo. «Non ho nessun posto in cui andare», urla Johansen. E lo pensa davvero.
Impreziosito da variazioni tonali, atmosfere scintillanti e tanta grinta, New York Dolls è orgoglioso della sua sfrontatezza e della sua malizia. Questo album turbolento, che è valso allo stesso tempo alla band i titoli di “Miglior nuovo gruppo dell'anno” e di “Peggior nuovo gruppo dell'anno” sulle pagine di Creem, mostra una consapevole venerazione per il blues senza richiamare troppo l’attenzione sullo stile. La folk “Lonely Planet Boy” non è altro che una collisione di emozioni sincere e il desiderio, di fronte alle sfide, di mantenere un aspetto esteriore duro. Un'interpretazione di “Pills” di Bo Diddley, completa di armonica vibrante e ritmi fragorosi, annuncia che non c’è cura per ciò che contagia questa band.
Con le sue interpretazioni traboccanti di divertimento kitsch, irriverenza giocosa e pura decadenza, Johansen è come un idrante aperto che spruzza acqua a volontà. È allo stesso tempo tenero e feroce, serio e ironico. In quello che è probabilmente il suo momento migliore dell’album, il fraseggio, la passione e l’ambiguità dei testi di Johansen trasformano “Trash” in un gioiello glam-rock insistente, le cui armonie echeggianti e i riferimenti alle girl band lo rendono un classico del pop.
Troppo, troppo presto? Solo per chi è avverso ad alcuni dei migliori brani rock mai registrati.
New York Dolls
Lato A
Personality Crisis
Looking for a Kiss
Vietnamese Baby
Lato B
Lonely Planet Boy
Frankenstein (Orig.)
Lato C
Trash
Bad Girl
Subway Train
Lato D
Pills
Private World
Jet Boy
Non disponibile
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