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Esecutore: Miles Davis, tromba; Julian "Cannonball" Adderley, sax soprano: Bill Evans e Winton Kelly, piano; Paul Chambres, contrabbasso; Jimmy Cobb, batteria
Autore: Miles Davis
Numero dischi: 2
Barcode:
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Quando abbiamo dato vita a questo progetto, oltre due anni fa, ci siamo posti un traguardo estremamente ambizioso e dichiaratamente privo di compromessi: volevamo trasferire all'interno dei nuovi supporti fisici la massima quantità possibile di informazioni, di dinamica e di respiro racchiusi nei nostri nastri originali, preservandone intatti il dettaglio, l'anima e la profonda carica emozionale. L'obiettivo è dare vita a edizioni in vinile e SACD di tale eccellenza da imporsi come il nuovo riferimento assoluto sul mercato, così come lo sono i nostri Master Tape da anni. Siamo consapevoli che il giudizio definitivo non spetta a noi, ma ai nostri clienti e a tutti i recensori che analizzeranno queste opere; tuttavia, possiamo oggi dichiarare con orgoglio di essere pienamente soddisfatti del risultato che siamo riusciti a raggiungere.
Il fulcro per raggiungere questo traguardo è stato il meticoloso e appassionato lavoro di mastering, curato dall'esperienza e dalla sensibilità di Pietro Benini, che abbiamo declinato in percorsi specifici per ciascun rispettivo supporto, una scelta indispensabile tecnicamente ma soprattutto per valorizzarne al massimo il potenziale nativo. Per far sì che questo intento si traducesse in realtà senza alcun compromesso, abbiamo elevato all'eccellenza ogni singolo anello della filiera, creando una perfetta simbiosi tra la migliore tecnologia hardware e l'insostituibile sensibilità del fattore umano. Se per il vinile la nostra filiera dà vita a edizioni rigorosamente catalogabili come AAA, per il SACD e il CD possiamo riaffermare con fierezza la storica classificazione AAD – oggi raramente utilizzata per i formati digitali – poiché il segnale originario del nastro magnetico scorre interamente nel dominio analogico attraverso l'intera catena di mastering, fino all'ultimo stadio utile in cui l'elettronica di conversione interviene esclusivamente per tradurne il respiro in bit. Il risultato finale per entrambi i formati ridefinisce gli standard d'ascolto, restituendo una vicinanza fisica all'evento sonoro che impressiona per realismo e naturalezza.
Niente dischi ibridi, due supporti fisici separati
Per evitare i limiti fisici e ottici dei supporti ibridi storici, si è scelta la via più rigorosa inserendo nel box un disco SACD Single Layer Pure DSD (senza codifica DST) e un CD Audio standard.
Due percorsi analogici e di conversione dedicati
Il punto di partenza risiede nella creazione di due distinti Master di Produzione analogici da parte di Pietro Benini, ottimizzati rispettivamente per le specifiche fisiche e dinamiche del formato SACD e di quello CD. Entrambi i master sono stati registrati su nastro magnetico da 1/4" (RTM SM900) utilizzando un registratore Otari MTR-15. La medesima macchina è stata successivamente impiegata in fase di riproduzione per l'invio del segnale alle catene di conversione hardware dedicate: per il formato CD il segnale analogico è stato affidato allo storico convertitore valvolare Studer D19 Mic AD, mentre per il SACD la conversione nativa in DSD puro è stata guidata dall'unanimemente riconosciuto sistema di riferimento Merging Anubis Pro.
La portata storica di questo progetto digitale risiede nella natura stessa della sorgente analogica utilizzata. Come è noto agli storici, ai critici musicali e ai più attenti appassionati, la quasi totalità delle edizioni di Kind of Blue pubblicate nell'ultimo trentennio ha dovuto fare i conti con il celebre problema di rallentamento del registratore Ampex a tre piste utilizzato nella sessione del 2 marzo 1959 per il lato A dell'album. E’ infatti ampiamente documentato che il registratore primario a tre tracce usato durante la registrazione della prima sessione di Kind of Blue era afflitto da un problema meccanico all’epoca non rilevato. Si trattava di un difetto di trascinamento meccanico che alterava l'intonazione originale di circa un quarto di tono, e di questo si accorse solo nel 1992 lo stimato ingegnere del suono Mark Wilder, il quale ne ripristinò la velocità corretta intervenendo però nel dominio digitale. Da quel momento in poi, l'industria ha continuato ad attingere a fonti derivate da quel Master o a correzioni digitali successive.

Hemiolia presenta, per la prima volta nel panorama nazionale ed internazionale, un'edizione che utilizza come fonte un nastro analogico registrato a velocità corretta all'origine. Non abbiamo dovuto operare alcuna variazione o restauro della velocità: la sorgente utilizzata è un Production Master Tape flat di prima generazione, derivato direttamente da un Session Tape diverso da quello utilizzato da Wilder nel 1992, registrato a velocità corretta, che è quello originario dal registratore Ampex di backup a tre tracce che fu utilizzato durante le sessioni di registrazione. La prova inconfutabile del valore filologico di questa sorgente risiede nella coda di So What: non essendo stata accorciata o manipolata dai passaggi storici successivi dei nastri Columbia, la struttura del brano si estende qui per ben 13 battute rispetto alle sole 5 presenti in tutte le edizioni correnti. Ci troviamo di fronte a un evento discografico senza precedenti: l'ascolto di Kind of Blue nella sua assoluta, nativa e incontaminata verità analogica. Il leggendario sestetto di Miles Davis si riappropria così del proprio spazio acustico nativo, restituendo un realismo plastico, una freschezza e una trasparenza espressiva che ridefiniscono radicalmente l'orizzonte d'ascolto di questo capolavoro.
Al fine di garantire uno standard realizzativo d'eccellenza e privo di compromessi anche sul piano puramente fisico, l'intera ingegnerizzazione e produzione dei supporti e del packaging è stata affidata a Sonopress GmbH. Leader mondiale e punto di riferimento nel settore della stampa digitale ottica di alta precisione, l'azienda tedesca cura integralmente nei propri stabilimenti in Germania ogni singolo aspetto della release: dalla produzione fisica dei supporti SACD e CD fino alla realizzazione dei raffinati contenitori e dell'intero apparato tipografico ed editoriale che custodisce l'opera. Una sinergia industriale di altissimo livello che assicura una perfetta costanza qualitativa e un valore collezionistico impeccabile nel tempo.
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