JEFF BECK: Truth

Esecutore: Jeff Beck

Autore: Jeff Beck

Numero dischi: 1

Barcode: 0821797222365

SACD Ibrido
Pop/Rock
2021
MUDSACD2223
2021-10-01
37,00 €
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SACD ibrido in tiratura limitata e numerata della Mobile Fidelity

Rimasterizzazione effettuata a partire dai nastri originali

Tiratura limitata a sole 2500 copie per tutto il mondo

Un’energia primordiale, sensazionali soli di chitarra e un soul molto coinvolgente dalla band formata da Jeff Beck, Rod Stewart, Ron Wood e Mickey Waller, ai quali si aggiungono guest star del calibro dei Led Zeppelin, dei Who e dei Rolling Stones

Questa riedizione della Mobile Fidelity presenta il capolavoro di Beck con un’escursione dinamica senza limiti, un’eccezionale trasparenza e uno straordinario panneggio sonoro

Basato sul blues, sullo swing e sul rock, questo disco del 1968 continua a essere uno degli album più influenti mai pubblicati e fu il titolo che contribuì ad accreditare definitivamente l’hard rock presso il grande pubblico

I membri più importanti della band – Jeff Beck, Rod Stewart, Mickey Waller e Ron Wood – che ha registrato le travolgenti performance di Truth erano del tutto consapevoli del fatto di produrre un disco destinato a diventare un imprescindibile spartiacque nella storia dell’hard rock. Inoltre questa vera e propria pietra miliare del 1968 ha avuto un impatto di grande importanza sull’esordio dei Led Zeppelin, coinvolgendo componenti di questa band, dei Faces e dei Who e continua a essere citato da molti addetti ai lavori come il disco che contribuì ad accreditare definitivamente l’hard rock presso il grande pubblico, portando sensazionali assoli di chitarra e un’energia primordiale in un territorio dai toni più rarefatti. Unanimemente considerato tra gli album più carismatici mai pubblicati, il disco d’esordio di Jeff Beck non ha mai rivelato una fedeltà sonora maggiore di quella espressa da questa straordinaria rimasterizzazione della Mobile Fidelity.

Rimasterizzato a partire dai nastri originali e stampato in appena 2500 copie numerate per tutto il mondo, questo SACD ibrido della Mobile Fidelity vi porterà quasi per magia con la band nel mitico studio di Abbey Road e negli Olympic Sound Studio. Del tutto esente dai limiti tecnici, dal sound poco pregnante e dalla compressione che caratterizzavano molte ristampe precedenti, questa nuova riedizione consente di apprezzare la musica della band di Jeff Beck in tutta la sua grande profondità tridimensionale, mettendo in evidenza dettagli passati fino a questo momento quasi inosservati e una impareggiabile vitalità. Come logico – e come richiesto dallo stesso Beck nelle note di copertina della prima edizione – questa ristampa audiophile può essere ascoltata a tutto volume senza incorrere in fastidiose distorsioni e un sound poco soddisfacente. Come si sa, Truth non è un disco pensato per chi ama le sonorità soffuse e vi consentirà di spingere il vostro impianto ai limiti della sue possibilità tecniche.

Impregnata di blues, swing, heavy rock e una straordinaria potenza di fuoco, la chitarra vudù di Beck contribuì a forzare le convenzioni e i confini dell’epoca – cosa che del resto fa ancora oggi. Come ha scritto il celebre critico Gene Santoro nel suo saggio Beckology, «La chitarra di Beck può tagliare, bruciare, sospirare una melodia dolorosa, sparare un fuoco d’artificio o evocare un’aria lirica – tutto quello che volete – ma dal tocco e dal fraseggio capirete immediatamente che si tratta di lui». Questa accuratissima rimasterizzazione della Mobile Fidelity permette di identificare Beck con una certezza e un’intimità insuperabili, al punto che si riesce praticamente a sentire le sue dita sui tasti assaporando le infinite sfumature che riecheggiano dalle sue note, dai suoi giri melodici, dai suoi glissandi, dalle sue improvvisazioni e dai suoi accordi maggiori e minori.

Naturalmente, la carismatica performance di Beck non rappresenta l’unica caratteristica apprezzabile di questo disco. Infatti, Truth sovrasta di gran lunga quasi tutti gli altri dischi dell’icona britannica grazie alla coesione delle sue canzoni e alla azzeccatissima chimica che lo unisce agli altri membri della band e alle diverse guest star che hanno preso parte alla realizzazione di questo album. Per esempio, oggi si può godere senza limiti della incontenibile energia percussiva di Waller.

Un giudizio ugualmente positivo si può formulare per i ritmi stabili di Wood e la grintosa energia di Stewart.

Un tale successo commerciale può essere sfuggito a Truth, ma pochi dischi rimangono più venerati da ascoltatori, critici e colleghi musicisti. Considerando che questo album coinvolge anche il pianista dei Rolling Stones Nicky Hopkins, il chitarrista dei Led Zeppelin Jimmy Page, il bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones e il batterista degli Who Keith Moon e comprende una rivisitazione di “You Shook Me” di Willie Dixon che ispirò Page, dato che gli Zeppelin la inclusero nel loro debutto mesi dopo – l’importanza e la portata di Truth non può essere esagerata. E nemmeno la brillantezza delle performance e l’inventiva degli approcci di Beck.

In questo disco Beck ripercorre sornionamente la sua parabola artistica con gli Yardbirds eseguendo una funambolica interpretazione del brano d’apertura “Shapes On Things?”, facendo capire nello stesso tempo agli ascoltatori che le cose sono cambiate. A questo brano fanno seguito lente e toccanti interpretazioni di “Mornig Dew” e di “Ol’ Man River”, nelle quali si percepisce chiaramente la sofferta partecipazione emotiva dell’interprete. Una bella versione solistica accompagnata solo da strumenti acustici della celebre “Greensleeves” esprime un universo di grazia e di delicatezza, ma appena un attimo dopo Beck e la sua band dimostrano di sapere cambiare immediatamente tono con “Rock Me Plimsoul”. Ovviamente, non bisogna poi dimenticare uno dei brani più emblematici di Beck, il “Beck’s Bolero”, un pezzo senza parole, che viene reso ancora più esplosivo da Page e Moon, con quest’ultimo che urla a metà e distrugge il microfono, portando a ciò che ora si può sentire con chiarezza stellare – una marea di piatti che domina le percussioni.

Di per sé questo brano, sarebbe più che sufficiente a giustificare l’acquisto di Truth, così come “Blues Deluxe”, un pezzo della durata di sette minuti e mezzo, che non teme confronti da blues di qualsiasi epoca e mette in grandissimo risalto la straordinaria personalità artistica di Hopkins al pianoforte. E – per finire – non bisogna dimenticare Beck quando trasforma le inimitabili sonorità della sua chitarra in un carnevale di versi di animali e di voci umane in “I Ain’t Superstitious”, con Stewart che risponde da par suo. Dalla prima all’ultima battuta, questo album non concede un momento di pausa.

E questa è l’assoluta verità.

Jeff Beck

Shapes Of Things

Let Me Love You

Morning Dew

You Shook Me

Ol’ Man River

Greensleeves

Rock My Plimsoul

Beck's Bolero

Blues Deluxe

I Ain’t Superstitious

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