Beethoven - Enescu: Sonate

Esecutore: David Abel,violino; J.Steinberg, piano

Autore: Beethoven-enescu

Numero dischi: 1

Barcode: 0753088831515

LP
2017
ASLP8315
2017-04-01
45,00 €
Tasse incluse
Quantità
Non disponibile

  • done Spedizione gratuita per ordini superiori a 70 €
  • done Dischi al sicuro grazie ai nostri imballaggi
  • done Spedizione in 1 giorno lavorativo

«Prova a immaginare, se ci riesci, un recital privato tenuto nel salotto di casa tua da due artisti di altissimo livello, che si esibiscono non solo per il tuo piacere ma anche per il loro. Prova a immaginare, se ci riesci, una qualità sonora così completamente e incredibilmente naturale da farti dubitare dopo 30 secondi di ascolto che si tratta di musica registrata. Questo è esattamente l’effetto che fa questo straordinario disco, che vede il violinista David Abel e la pianista Julie Steinberg eseguire due sonate per violino e pianoforte di Beethoven e di Enescu» (Stereophile, febbraio 1984). La Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte op. 96 occupa un posto speciale nel catalogo delle opere di Beethoven, in quanto è una delle pochissime a potersi vantare di possedere un’eleganza olimpica e una profonda gentilezza d’animo che la pervade dalla prima all’ultima battuta. Questo lavoro non lascia nemmeno lontanamente immaginare l’idea del Beethoven che avrebbe creato una profonda cesura nella storia della musica, aprendo un capitolo radicalmente nuovo sotto tutti gli aspetti. Nemmeno lo Scherzo riesce a increspare minimamente la pensosa serenità di quest’opera. Fin dalle prime battute del movimento iniziale il violino e il pianoforte esprimono brevi frammenti tematici con un dialogo molto fitto, facendo crescere in maniera evidente l’intensità con frequenti arpeggi paralleli. La sezione centrale del movimento è caratterizzata da inopinate modulazioni e da un dialogo sempre più rapido tra i due strumenti. Una scelta stilistica di grande interesse è costituita dall’uso di un trillo apparentemente interminabile, che aumenta ulteriormente l’intensità emotiva. Il secondo movimento (Adagio espressivo) è uno dei tempi lenti più morbidi e carezzevoli scritti da Beethoven e si basa su una linea grande di grande intensità. La serenità di questo movimento non viene turbata dai due strumenti con elaborati abbellimenti, che in questo caso apparirebbero del tutto fuori luogo. Questa oasi di serenità viene ulteriormente enfatizzata da quattordici battute (pari a quasi un quinto di tutto il movimento) che concludono il tempo. Lo Scherzo conferma il carattere serioso della sonata. L’ultimo movimento si apre non solo con una rapidissima alternanza di temi tra il violino e il pianoforte, ma con un continuo passare da toni morbidi a sonorità di accese, che contribuiscono ad aumentare l’intensità espressiva. Per questo vivace movimento Beethoven aveva pensato a un rondò interrotto, ma queste interruzioni si spingono molto oltre questo, con un altro Adagio dalle movenze sensuali e un ardito fugato, che sfocia in un velocissimo presto, che conclude il movimento. Il programma di questo disco comprende anche la Sonata n. 3 in la minore per violino e pianoforte op. 25 di Georges Enescu. La presenza di decine di conservatori e di diverse rassegne musicali dedicate a Enescu dimostra meglio di qualsiasi parola la straordinaria fama di cui oggi gode questo grande compositore romeno nel suo paese natale. Le opere ricche di richiami alla tradizione popolare del ceco Leos Janácek, dell’ungherese Béla Bartók e del romeno Georges Enescu ebbero una grandissima influenza delle opere composte nel corso degli anni Venti nei paesi dell’Europa orientale. Enescu – che aveva dimostrato di possedere uno straordinario talento violinistico fin dalla più tenera età – tenne a battesimo la Sonata n. 3 per violino e pianoforte “Dans le caractère populaire roumain” il 16 gennaio del 1927 nella città romena di Oradea con il pianista Nicolae Caravia, suscitando l’unanime entusiasmo del pubblico e della critica. Tredici giorni più tardi quest’opera venne eseguita anche a Bucarest e nel corso dei due anni successivi Enescu la presentò in una applauditissima tournée, che toccò tutte le città principali d’Europa. La pianista Julie Steinberg vanta al suo attivo una intensa carriera concertistica, che la vede impegnata sia come solista sia come membro di formazioni cameristiche. In particolare, la Steinberg si è esibita con la San Francisco Symphony Orchestra e come solista nel suo Mostly Mozart Festival. La Steinberg ha suonato come solista anche con l’Oakland Symphony Sound Spectrum e con la Berkeley Symphony Orchestra. Prima di iniziare il suo rapporto di collaborazione con due musicisti di caratura internazionale come la Steinberg e Abel, David Wilson aveva già registrato diversi dischi di pianoforte nella Mills College Concert Hall di Oakland, California, ma questa fu la sua prima incisione con un violino. Sperimentando una nuova disposizione microfonica per cercare di cogliere quella che lui stesso ha definito la “meravigliosa geometria sonora” ottenuta dal Guarneri di Abel e dallo Steinway D Hamburg della Steinberg, Wilson ha deciso di collocare i suoi microfoni Schoeps CMC-36 su una scala collocata sopra i due strumenti. A proposito dei risultati ottenuti, Wilson dichiarò: «Ho messo a confronto questa registrazione con un gran numero di titoli di cameristica e ho concluso che si tratta del mio disco preferito». Raggiunti nella loro casa di Oakland, la Steinberg e Abel – il cui trio comprendente anche il percussionista William Winant ha commissionato nel corso del tempo diverse opere ad artisti del calibro di John Harbison, Lou Harrison, Paul Dresher, Somei Satoh e Gordon Mumma – hanno ricordato con grande piacere le fasi di questa registrazione realizzata al fianco di Wilson. Ha detto Abel: «Tutte le sessioni di registrazione si sono svolte senza alcuna pressione legata alla fretta e alla tensione, due fattori che possono avere un impatto molto negativo sul risultato finale. Se chiedevamo di fare una pausa per concederci uno spuntino o per riposarci un attimo Dave ci diceva sempre che non c’era problema. […] Dave era sempre attento a percepire quello che avveniva in ogni momento, come accade di solito durante le registrazioni dal vivo. Dave inoltre si rese perfettamente conto dell’importanza di non fare una registrazione “perfetta”, un fatto che lo spinse a non eliminare alcune piccole imprecisioni […] Questa scelta ha contribuito a rendere il suono finale umano e veramente corrispondente alla realtà. Davvero, un musicista non potrebbe chiedere niente di meglio!».

Tracklist

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata n. 10 in sol maggiore per violino e pianoforte op. 96
George Enescu (1881-1955)
Sonata n. 3 in la minore per violino e pianoforte op. 25 Dans le caractère populaire roumain

16 altri prodotti nella stessa categoria:

arrow_upward